Turchia nel caos: arresti, bombe e social oscurati

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L’allarme arriva dal gruppo di monitoraggio Turkey Blocks: l’accesso ai principali social media è stato bloccato nella notte in Turchia. Facebook, Twitter e Youtube sono inaccessibili dall’1.20 della notte, ora locale, si legge sul sito del gruppo.

Restrizioni sono state imposte anche ai servizi di messaggistica di WhatsApp e Instagram, per la prima volta a livello nazionale negli ultimi anni. Secondo quanto si legge nel post pubblicato da Turkey Blocks, l’oscuramento sarebbe legato all’arresto di 11 parlamentari del partito pro-curdo Hdp, nell’ambito di indagini antiterrorismo.

Allarme dall’U.E., per il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz di un “segnale spaventoso sulle condizioni del pluralismo politico in Turchia”. Per Schulz, le ultime iniziative del governo di Ankara “mettono in discussione la sostenibilità delle relazioni tra Ue e Turchia”.

È stata un’operazione condotta in modo simultaneo in diverse provincie, quasi tutte nel Sud est del Paese. Gli 11 arrestati, tutti parlamentari curdi del Partito democratico dei popoli (Hdp), sono stati condotti in galera delle forze armate governative nell’ambito di un’indagine sul terrorismo legato alle attività del Pkk, iniziata ad agosto. I due dirigenti del Hdp Demirtas e Yüksekdag si erano rifiutati di presentarsi in tribunale, visto l’incarico di deputati che ricoprono, ma a maggio il Parlamento aveva deciso di revocare l’immunità degli accusati. Secondo una dichiarazione della procura, citata dall’emittente Ntv, gli arresti arrivano proprio in seguito al rifiuto dei deputati di presenziare al processo in cui erano stati imputati.

Stamattina si è verificata un’esplosione provocata da un’autobomba nei pressi di un edificio della polizia turca a Diyarbakir, principale città curda del sud-est del Paese: Sono almeno 8 le vittime – tra cui 2 poliziotti, 5 civili e un sospetto attentatore. Lo ha detto il premier, Binali Yildirim, secondo cui anche un centinaio di persone sono rimaste ferite ma solo 7 sono ancora in ospedale. Le autorità ritengono che l’attacco sia opera del Pkk.