Movida, in Toscana le prime zone per “smaltire” la sbornia

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Si chiamano aree di “decompressione”. Si tratta di zone studiate appositamente per permettere a chi ha bevuto qualche drink di troppo, di smaltire l’alcol. L’idea arriva dalla regione Toscana che ha stanziato 600 mila euro per dotare cinque città di queste aree: Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno. In pratica in queste zone ci si potrà sedere, bere bevande che aiutano a smaltire l’alcol e “vedere video e spot animati relativi alla prevenzione della violenza di genere e all’uso responsabile dell’alcol”.

Circa 600 mila euro in palio, spiega l’assessore regionale alla sicurezza Vittorio Bugli. Che le cinque città si sono spartite presentando cinque diversi progetti. “Noi a Firenze abbiamoi deciso di puntare sulla cosiddetta movida molesta, con azioni ed interventi diretti ai protagonisti che metteremo in campo nel 2017”, dice il responsabile sicurezza di Palazzo Vecchio Federico Gianassi. Azioni come le zone di decompressione per ubriachi, che saranno per il momento due: una nell’ex centro Giava di via Pietrapiana per la zona di Santa Croce e una a Santo Spirito (ancora da individuarle). Ma non solo. Il progetto prevede l’importazione in città del modello londinese delle “silent disco”, le discoteche silenziose: in pratica, anziché sparare musica nel locale si spara nelle cuffie wireless di ogni avventore. Col risultato che nessun vicino potrà lamentarsi del rumore: “Per questo intendiamo avviare il progetto coinvolgendo i gestori e gli steward di servizio ai locali”, spiega Gianassi.


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