Bari, l’asilo è troppo piccolo: recita di Natale a porte chiuse

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L’asilo è troppo piccolo e la recita di Natale si fa a porte chiuse. Dovranno accontentarsi di video e foto ricordo – fornite da un fotografo – i genitori dei bimbi della scuola d’infanzia Perone di Bari. E la decisione ha scatenato la protesta delle mamme e dei papà, affidata a una lunga lettera pubblicata dal sito Quotidiano italiano. Spazio insufficiente e assenza dell’aula magna nel plesso di via Nazariantz, le motivazioni della scelta di realizzare la recita di Natale senza pubblico.

“Una decisione assolutamente non condivisibile per svariate ragioni – scrivono i genitori nella missiva – intanto perché la recita di Natale è un momento meraviglioso: e quest’anno hanno deciso di privarci di questo magico momento che unisce tutti e che sancisce il tradizionale appuntamento di chiusura anno”. Non va bene per le mamme e i papà che lavorano, “i quali possono partecipare soltanto a pochi eventi della vita scolastica dei propri figli, facendosi in quattro per conciliare lavoro, ferie e permessi”. Una scelta infelice anche per “i bambini, che preparano una recita che per loro è una impresa paragonabile a un colossal per un pubblico quest’anno inesistente”.
Oltre al danno, la beffa. “La scuola ha tenuto a rassicurarci comunicandoci la presenza di un fotografo che riprenderà il tutto e (dietro compenso) ci darà copia del filmato e delle foto – si legge nella lettera – ma non è accettabile che per poter vedere i nostri figli recitare in un asilo pubblico si debba pagare un estraneo”.

La dirigente dell’istituto comprensivo Levi Perone di Bari, Maria Cristina, però, dice di non saperne nulla e ha convocato immediatamente i docenti del plesso dell’infanzia. “E’ verissimo che le aule in cui ogni anno facciamo le recite sono troppo piccole e che c’è confusione – spiega la preside – e dunque mi era stata prospettata questa ipotesi”. Una soluzione non ancora approvata. “Ne dobbiamo parlare approfonditamente e sono certa troveremo spazi alternativi – assicura – Nessuno dovrà pagare per vedere i bimbi, questo sarebbe impensabile”.


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