Chiara Ferragni inaugura il suo primo store monomarca. La rivoluzione continua…

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Breve storia delle fashion blogger. Ecco cosa c’è da imparare dalla storia di Chiara Ferragni.

Ma ci pensate a come possa sentirsi la ventinovenne Chiara Ferragni mentre alza lo sguardo e contempla fiera il suo primo negozio monomarca (se pur temporaneo) a Los Angeles?

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“Thanks to everyone who came to our @chiaraferragnicollection pop up store opening.. The store will be at The Grove until January 2nd. Happy shopping! “

Dopo il lancio del suo shop on line, risalente ai primi di settembre di quest’anno, la fashion  blogger italiana più famosa al mondo aveva dichiarato di puntare tutto sulla nascita di uno store monomarca. Ed eccole finalmente, in vendita a Los Angeles – quella che chiama casa da più di un anno –  finalmente tutte le sue linee.

È partita da una collezione di scarpe lanciata nell’autunno del 2013, grazie all’investimento di un milione di euro da parte di un imprenditore italiano, fino ad arrivare a borse, zaini, cover per smartphone, felpe, cappellini, choker e perfino tavole da snowboard! Una linea di gioielli (si chiamava “Caia”, ma non ha avuto seguito) e adesso? Mancano solo un profumo e la conquista del mondo (se mai dovesse interessarle)!

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So excited for our @chiaraferragnicollection pop up store opening today at The Grove! I’ll be there from 2 to 4 pm to hug you all 🤗 Come kiss me

 

Una vita intensa la sua. Chissà se lo avrebbe mai immaginato, quando nel non lontanissimo 2009 il suo unico desiderio era quello di apparire quanto più possibile per essere ammirata, seguita e imitata.

Chiara Ferragni oggi ha 7,2 milioni di follower su Instagram e il blog che l’ha resa famosa neanche esiste più.  The Blonde Salad si è trasformato in un magazine e a Chiara è sufficiente comunicare con i suoi fan attraverso i suoi social scatti e qualche sillaba.

Una nuova lingua la sua, dove le parole non servono e le immagini diventano il linguaggio universale che arriva ovunque.

E anche se vive una vita da sogno, ti fa sentire parte di quel sogno. Anche se non la sopporti (invidia?) pare che le critiche non la danneggino affatto in termini di affari, anzi.

Ecco perché dopo di lei, tantissime ragazze hanno iniziato a sognare la sua vita e ci hanno provato, eccome se lo hanno fatto. Un fiorire di blog su blog. Il fashion blogging si può davvero annoverare tra gli ultimi passatempi preferiti di sempre. Nessuna è riuscita ad eguagliarla, ma alcune sono riuscite, partendo da loro stesse, a costruire una piccola e media impresa.

Io stessa l’ho osservata ai miei esordi. Ho preso il bello, ho scartato ciò che era troppo dissimile da me e sono (ri)partita da me, mollando il mio vecchio lavoro e aprendo un blog. Posso dirlo: oggi lavoro tanto grazie al blog. Sono su queste pagine e in tanti altri bellissimi luoghi grazie al mio blog.

Come me tante colleghe (ancora più in gamba di me): Sabrina Musco, Iris Tinunin, Nunzia Cillo, Laura Manfredi, Martina Chiella, Elisa Zanetti, solo per citarne alcune.

Io, le favole e gli abiti in tulle. Un grazie speciale a @rosa_clara che mi ha portata in Spagna, a provare abiti da sogno, a bordo piscina e vista. #rosaclarabridal2017

Sabrina Musco: Io, le favole e gli abiti in tulle. Un grazie speciale a @rosa_clara che mi ha portata in Spagna, a provare abiti da sogno, a bordo piscina e vista. #rosaclarabridal2017

Tante capacità (ironia, competenza, abilità nella scrittura, nella comunicazione, nella fotografia, senso innato dello stile, creatività, intuizione) messe a frutto attraverso uno strumento vetrina (il blog) che ha spalancato le porte del nostro futuro.

Sì, perché chiunque, comunicando on line nel migliore dei modi, potrebbe fare la differenza, emergere e trovare lavoro. Davvero. L’ho visto succedere. più e più volte, instaurando quel legame emotivo e privilegiato che i “fan” non avevano mai potuto avere con i “vecchi” vip.

Non odiate Chiara Ferragni, imparate. Non da lei, ma dalla sua storia. Non smetterò mai di dirlo: Chiara è la capostipite di una generazione di nuove imprenditrici, di donne e uomini che riescono a sentirsi protagonisti delle proprie scelte. La moda non si segue più, la si fa.

Ci avete mai pensato a questa piccola e grande rivoluzione nella storia del costume?


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