Amanti diabolici, dalle intercettazioni i piani per “l’omicidio perfetto”

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Dopo l’arresto dei due amanti di Saronno emergono sempre più particolari sui loro piani di morte. I due concordavano le modalità con cui ‘ammazzare’ gli anziani pazienti ma anche i parenti della donna. Il marito dell’infermiera invece sarebbe stato ucciso, secondo le indagini, il 30 giugno 2013 con l’obiettivo di eliminare ogni ostacolo alla relazione tra i due. Secondo l’accusa, i due amanti hanno somministrato all’uomo farmaci incongrui rispetto alle sue reali condizioni di salute per un lungo periodo, debilitandolo sino a condurlo alla morte perchè ritenuto non solo era un ostacolo alla relazione tra l’infermiera e il medico: ma – sostiene lei dopo la sua morte – la trattava male, tornava ubriaco, frequentava prostitute in Svizzera.  “Io ogni tanto ho questa voglia di… uccidere qualcuno”, dice intercettata. La donna arriva a condividere questa sua passione per la morte anche con uno dei suoi due figli dicendogli. “L’omicidio deve essere una cosa per cui non ti scoprono, se ti scoprono e vai in galera perdi anche la casa. L’omicidio perfetto è l’omicidio farmacologico…”. Eliminare le tracce togliendo la possibilità di eseguire l’autopsia e la riesumazione della salma questo era il piano dopo il mix di farmaci letali. Laura Taroni è sospettata d’aver ucciso anche il suocero e uno zio del marito, finito in una vasca di liquami nell’azienda agricola di famiglia. Pensava, a un certo punto, di eliminare anche i figli. “Tu somigli a tuo padre e ti ammazzerò”, dice a uno dei suoi due “angeli”. A Cazzaniga, il suo amato dottore, chiede: “Se vuoi ammazzo anche i miei figli, per te lo faccio…”. Lui la blocca: “No, loro no”. Oltre alla morte della madre dell’infermiera, gli investigatori stanno anche lavorando alla ricostruzione del decesso del padre dello stesso Cazzaniga, morto in ospedale mentre lui era di turno.


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