Evade le tasse per “salvare” gli operai, il giudice lo assolve

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Un impreditore veneto è stato assolto da un tribunale dopo aver evaso le tasse per più di 200 mila euro. Diego Lorenzon, 53 anni, a capo di un’azienda, in provincia di Venezia dopo essere stato accusato di evasione fiscale (mancato versamento delle ritenute Irpef 2012) è stato infine assolto perché il fatto non costituisce reato.

La sua azienda, specializzata nella realizzazione di strutture meccaniche, impianti e costruzioni navali, che ha lavorato per il canale di Panama e per il Mose, è stata provata duramente “dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici e dalla mancanza di supporto da parte degli istituti di credito”.

L’imprenditore ha dovuto difendersi dall’accusa di omesso versamento di ritenute certificate. I giudici inizialmente volevano rinviare il processo a gennaio, ma l’imprenditore  ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee ripercorrendo la lunga storia della sua azienda.  Era finito nel baratro della crisi nel 2008, con 7 banche su 8 che hanno abbandonato l’azienda, fidi azzerati, arrivo dei primi decreti ingiuntivi, commesse saltate, 400mila euro da enti pubblici difficili da incassare.

L’imprenditore è riuscito a convicere i giudici che non ci fosse dolo nel mancato versamento di ritenute Irpef per 263 mila euro (fino a 150 mila non è reato). Lorenzon aveva in testa uno solo pensiero: «Tenere duro per l’azienda e le famiglie degli operai». 


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