Europol, allarme terrorismo: “Isis vuole usare autobombe in Europa”

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Le principali organizzazioni terroristiche internazionali, come lo Stato islamico, si preparano a cambiare il loro stile operativo per raggiungere i loro obiettivi in Europa e potrebbero presto fare ricorso ad autobombe. E’ questo l’avvertimento lanciato oggi da Europol che ha pubblicato oggi il suo rapporto, nel quale si comunica anche che nel 2015 le forze di sicurezza europee hanno arrestato 667 persone sospettate di attività jihadiste.

La Francia è tra i Paesi più a rischio di “aggressione da parte dell’Is”, ma nella lista ci sono anche Belgio, Germania, Olanda e Regno Unito.

“Lo Stato Islamico non ha ancora adottato in Europa il metodo di piazzare ordigni artigianali, esplosivi militari o acquistati sul mercato, dentro le auto”, si legge nel rapporto pubblicato all’Aia. “Ma considerato che i metodi operativi utilizzati in Medio Oriente tendono ad essere poi copiati dai terroristi in Europa… è del tutto possibile che a un certo punto l’Isis si adotti”.

Finora sul continente europeo le autobombe non sono mai state utilizzate, ma Europol ricorda che il gruppo responsabile degli attacchi di Parigi e Bruxelles l’aveva prospettato, prima di cambiare piani a causa dell’intervento della polizia. A Parigi a settembre un’auto con bombole di gas era stata scoperta nei pressi di Notre Dame. Il commando formato da tre donne legate all’Isis era stato fermato.

Nel suo rapporto, l’Ufficio europeo di polizia esprime la sua preoccupazione inoltre per il fatto che la Libia stia diventando, dopo la Siria, “una nuova base arretrata per l’Isis, da dove il gruppo fa partire gli attacchi in Europa e in Nordafrica”.

Il rapporto comunica inoltre che nel 2015 le forze di sicurezza europee hanno arrestato 667 persone sospettate di attività jihadiste.

“Il rapporto di oggi dimostra che la minaccia è ancora alta”, ha commentato il direttore di Europol Rob Wainwright, sottolineando la necessità di “una migliore e accresciuta cooperazione” nello scambio di dati tra i servizi di intelligence europei per “ridurre la minaccia posta dall’Is”.

“Dobbiamo essere vigili – ha fatto eco il coordinatore antiterrorismo dell’Ue, Gilles de Kerchove – dal momento che la minaccia posta dallo Stato islamico e dal ritorno dei foreign fighters continuerà probabilmente per i prossimi anni”.


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