Meningite, il virus killer: come difendersi dall’infezione

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Attacca il cervello e causa la febbre. In alcuni casi può portare alla morte o a gravi danni neurologici. Si parla della meningite, il virus killer che sta terrorizzando l’Italia e in particolar modo Milano, dove sono morte due studentesse a distanza di 4 mesi l’una dall’altra.

Le due ragazze frequentavano entrambe la facoltà di Chimica della Statale di Milano. Sono state uccise da una meningite di tipo C. Cresce il panico in Lombardia, dove la richiesta di vaccini ha subito un boom del +50%.

La malattia è dovuta all’infiammazione delle meningi, membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di queste membrane si ripercuote sul cervello stesso e può portare alla morte oppure a gravi disabilità come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.

La meningite si divide in due tipi: quella virale e quella batterica. La seconda è la più grave, mentre quella dovuta a virus, generalmente, non mette a rischio la vita dell’infetto. In età infantile gli esiti neurologici gravi si manifestano nel 30-35% dei casi, mentre la mortalità il 5-10% delle volte.

Questa infiammazione può essere provocata da microrganismi naturalmente presenti nell’organismo, ma diventa virulenta se le difese immunitarie diminuiscono, come può capitare se influenzati o raffreddati.

Come riconoscerla
I principali sintomi della meningite sono nausea, febbre, eruzioni cutanee, vomito e rigidezza dei muscoli della nuca. Talvolta è preceduta da un’infezione delle vie respiratorie superiori e dell’orecchio medio. Altri segni allarmanti sono la diminuzione dello stato di coscienza, stanchezza, battito cardiaco rallentato e convulsioni. La diagnosi avviene tramite un’analisi del liquido cerebrospinale prelevato mediante una puntura lombare. Questo prelievo non comporta rischi per il paziente. Se la meningite è virale, i pazienti, se sottoposti a una cura antibiotica, si ristabiliscono entro una settimana. Se, invece, è di origine tubercolare, i sintomi iniziali saranno dei semplici malesseri generali e la guarigione richiederà un tempo maggiore. Nel caso in cui gli agenti causali siano streptococchi, stafilococchi o pneumococchi, le avvisaglie saranno molto più evidenti: i pazienti vengono afflitti da grave malessere per due o tre settimane e la guarigione è molto lenta.

Come prevenire e come curarla
Evitare posti sovraffollati è uno dei primi consigli dei medici, ma l’unica misura davvero sicura è la vaccinazione. La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici ed altri farmici endovena. Bisogna recarsi in ospedale al primo sospetto di meningite, senza perdere tempo. Esistono anche dei vaccini contro alcune delle infezioni che possono portare al virus killer, come l’anti-meningococco, pneumococco ed hemophilus influenzae, ma il loro impiego non è raccomandato a tutti. Tutte le persone che sono state a contatto con un malato devono assumere per alcuni giorni dosi di antibiotico per via orale a scopo preventivo.

Trasmissione
La diffusione accade per via aerea e solitamente per contatto diretto. Il periodo di incubazione è solitamente di circa una settimana.


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