Inps, assenze in ufficio per malattia: uno su tre “sceglie” il lunedì

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L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha pubblicato la “Certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici” relativa al 2015 e dai dati è emerso che quasi un lavoratore su tre il lunedì è in malattia, 2,7 milioni, cioè il 30,5%, appartenenti al settore privato,  e 1,4 milioni, cioè il 27,6%, assunti nella Pubblica Amministrazione.

Ad ammalarsi di più sono i lavoratori di sesso maschile del settore privato, ben il 56,4% degli assenti. Peggio di loro farebbero solo le lavoratrici della Pubblica amministrazione, il 68,5% delle quale sarebbero assenti. Lunedì a parte, se si considera  che solitamente i permessi per malattia vanno da 2 a 3 giorni in entrambi i settori, i conti sono presto fatti.

Un dato interessante, inoltre, riguarda i lavoratori che nel 2015 sono stati almeno una volta in malattia: 4,3 milioni nel settore privato, 1,9 milioni in quello pubblico. A richiederla sono in particolare coloro che, nel settore privato, hanno tra i 40 e i 44 anni di età tra i privati, e i lavoratori del settore pubblico tra i 55 e i 59 anni nel settore pubblico.

Rispetto al 2014, infine, le “malattie” nella Pubblica Amministrazione sono salite del 2,9% e nel settore privato del 4,7%.

Il dato è ufficiale: il lunedì è il giorno peggiore della settimana il 30 per cento del totale nel settore privato e il 27,6 in quello pubblico. Un odio talmente diffuso che subito dopo il fine settimana, gli italiani si ammalano di più. Andare a leggere i certificati medici dei lavoratori italiani può essere un’attività istruttiva. L’osservatorio dell’Inps ci ha provato e il risultato è interessante e non solo per la statistica.

Gli statali si ammalano più dei lavoratori del privato e il livello della cosiddetta «morbilità» aumenta man mano che cresce la dimensione dell’azienda. In media il dipendente pubblico si ammala 11 giorni all’anno, contro i 6 dei «privati», con una crescita del 1,56%. Una premessa va però fatta: l’invecchiamento della società e quindi degli occupati, specie nel pubblico impiego dove il turn over si è paralizzato spesso, non può che influire sulle medie generali.

Il numero di lavoratori del settore privato che nel 2015 hanno avuto almeno un «evento di malattia» è risultato pari a 4,3 milioni con un numero di giorni medi di assenza per persona ammalata pari a 18,2. Nel pubblico i lavoratori a casa per almeno un giorno sono stati 1,9 milioni con una media di giorni di assenza, sempre per persona ammalata, di 17,1.

C’è poi il tema generazionale: nel settore privato la classe di età a maggiore frequenza dei lavoratori con almeno un giorno di malattia è quella tra i 40 e i 44 anni (16,2%) mentre nel pubblico è la classe tra i 55 e i 59 anni (21,1%).

Nel complesso i giorni di malattia segnalati all’Inps nel 2015 attraverso i certificati sono stati quasi 111 milioni con un aumento del 2,07% rispetto al 2014 (e qui può incidere il tema dell’età più avanzata tra i lavoratori). Nel pubblico i giorni di malattia sono stati 32,5 milioni a fronte di 3 milioni di dipendenti (quasi 11 in media a testa) con una crescita del 3,3% sul 2014. 

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