Borsa di studio al venditore di merendine, proteste dei compagni

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Sono più di cinquecento gli studenti del Pininfarina di Moncalieri che hanno lasciato le aule per protestare contro la decisione di assegnare una borsa di studio ad un compagno di scuola, reo di aver venduto abusivamente panini e merendine.

La scelta della Fondazione Einaudi di premiare “lo spirito di iniziativa” dello studente non è andata giù ai tanti ragazzi che hanno deciso, quindi, di manifestare fuori dalla scuola con tanto di striscioni, per condannare duramente una scelta che premia l’illegalità. Dalla parte dei ragazzi in protesta anche Libera Piemonte e l’associazione Acmos, che hanno partecipato alla manifestazione, impedendo il normale svolgimento delle lezioni e lanciare così un messaggio chiaro di condanna ad una scelta che avalla la cultura dell’illegalità, troppo diffusa nel nostro Paese e che non deve trovare spazio tra i banchi di scuola, dove si dovrebbe diffondere, invece, una cultura dell’imprenditorialità volta al rispetto delle regole.

Ma ad infuocare la polemica c’ha pensato lo stesso studente, che secondo quanto riportato dai suoi compagni, avrebbe inviato più volte dei messaggi ai suoi “clienti”, in cui scherniva gli studenti del Pininfarina, a protestare al freddo, mentre lui avrebbe ricevuto la borsa di studio.

Una decisione che ha lasciato perplessa anche l’assessore all’istruzione regionale Gianna Pentenero, che parla di “protesta comprensibile”, per una scelta molto discutibile, che fa passare il messaggio che la furbizia venga premiata a discapito del rispetto delle regole, senza distinzione tra ciò che è lecito e ciò che non lo è.

I manifestanti sono stati incontrati da Stefano Fava, preside del Pininfarina. Un gesto che è stato molto apprezzato e ha contribuito ad evitare che gli animi si surriscaldassero e tutto si svolgesse senza particolari tensioni.


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