Killer torna al lavoro dopo l’omicidio

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Sono emersi nuovi particolari dalle indagini sul delitto di Gabriella Fabbiano, la 43enne ritrovata morta lo scorso 5 dicembre in un laghetto alla periferia di Cernusco sul Naviglio.

Il convivente, Mario Marcone, fermato con l’accusa di omicidio e di occultamento di cadavere, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la mattina del primo dicembre, dopo aver ucciso la compagna la sera prima con un colpo di pistola in macchina, sarebbe andato al lavoro come se nulla fosse e finito il turno avrebbe cercato di sbarazzarsi del corpo con l’aiuto di un amico, incontrato in un bar di Cernusco.

Ipotesi sul delitto di Gabriella Fabbiano

I due si sarebbero rivisti tra il 4 e il 5 dicembre e avrebbero calato nel fiume il corpo della Fabbiano, appesantendolo con delle pietre, per evitarne la risalita. Versione diversa quella fornita da Marcone ai Carabinieri. Il 52enne operatore ecologico ha infatti raccontato che in realtà sarebbe stata la compagna a recarsi a casa sua, armata di pistola e che sarebbe partito inavvertitamente un colpo nel tentativo di disarmarla.

I guai giudiziari di Marcone erano già iniziati nel 2010, quando l’uomo era finito in manette con l’accusa di tentato omicidio ai danni della compagna di allora, che tentò di investire con la sua macchina.

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