Il mammo e il mammone: i papà fra gli stereotipi oggi

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Uomini che non vanno via di casa fino alla calvizie, fino al trapianto e alla caduta pure dei nuovi capelli.

Uomini che hanno il loro appartamentino ma che la domenica portano la biancheria a casa da mamma, per farle una cortesia certo, farla sentire ancora importante.

Uomini che un panino e una pizza sul gradino in piazza e poi una cannetta ci sta bene, che un figlio no perché il figlio sono io, che di donne ne posso avere quando voglio e sempre più giovani. E poi dritti a casa a vedere un porno.

Uomini che non sanno se il loro lavoro gli piace che forse da grandi lo cambiano.

Uomini che si riconoscono e aggregano, che affollano le discoteche e i bar, che sono i maschi di questi tempi moderni, evoluzione mancata del ‘maschio alfa’ che a casa ci tornava solo la notte, per ricordare alla moglie chi portava il pane a casa.

 

E poi ci sono gli uomini che si svegliano la notte e che passeggiano con il pupo in fascia per far riposare la mamma fra una poppata e l’altra.

Uomini che prendono permessi al lavoro per il corso pre-parto, per le ecografie, per la prima la seconda e pure la sesta malattia.

Uomini che cucinano col figlio in groppa, che passano l’aspirapolvere e che si emozionano ai primi sorrisi del loro cucciolo.

Uomini che nonostante tutto, nonostante il suddetto maschio alfa, vengono apprezzati a fatica, visti come un raro evento frutto di qualche frustrazione magicamente riuscita in bene, di un qualche trauma infantile superato alla meglio.

Uomini ritenuti senza testosterone, appellati ‘’il mammo’’ alla prima occasione, con simpatia ma non senza una nota di derisione verso la loro mascolinità.

E allora se il prototipo di pater familias che ci desta meno preoccupazione, sgomento, indignazione, sorpresa è quello di un maschio che si ritrova suo malgrado prima o poi a fare il padre ben venga un mammo accogliente che in questo appellativo ci vede solo gratitudine e amore, non offesa.

Un uomo a cui brillano gli occhi guardando il proprio figlio, che è grato alla donna che lo ha partorito e che può essere dignitosamente e semplicemente chiamato Papà.

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