Trump salverà l’Italia, lo dicono gli economisti

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L’ economista Marianna Mazzuccato non ha dubbi: le scelte di Trump in materia di tassi, cambi e commerci possono essere la «pozione magica» che può scacciare il fantasma dell’austerità e ridare slancio all’economia italiana. La diplomazia non nasconde la preoccupazione per le iniziative del neo presidente Usa, deciso a ribaltare le relazioni politiche ed economiche con la Russia e con la Cina e non mancano le perplessità per l’aumento dei tassi, che potrebbe trasmettersi anche all’ Italia ma l’ascesa del dollaro e dalla probabile ascesa del deficit commerciale degli Stati Uniti potrebbe tornare a tutto vantaggio del bel paese .

EFFETTO DRAGHI
Il primo effetto dell’elezione di Trump è stato un forte aumento dei tassi di mercato, sia negli Usa che nelle altre economie del pianeta. I bund tedeschi rendono ormai lo 0,6%, a questo punto i «falchi» di Berlino nei confronti di Mario Draghi non hanno più ragione di esistere.

La rete degli acquisti predisposta da Mario Draghi proteggerà almeno per tutto il 2017 il collocamento di Bot e Btp a tassi bassi. Svanito ogni ostacolo, il made in Italy sembra in grado di cogliere tutti i buoni frutti della svolta di Trump. A partire dalla rivalutazione del dollaro sull’euro, già salito in settimana ai massimi da 14 anni, ma in rampa di lancio per nuovi rialzi, dopo che la Fed ha annunciato tre aumenti dei tassi l’ anno prossimo.

Il dollaro forte, secondo le previsioni, si tradurrà in buoni affari per l’ Eurozona. La politica del presidente prevede consistenti sgravi fiscali per le imprese (dal 35 al 15% la tassa sulle società) e per i privati (aliquota massima del 33%).

L ‘Italia ha i numeri per trarre i migliori vantaggi da questa situazione. «L’ effetto della svalutazione dell’euro – ha scritto l’ economista – è tre volte più forte in Italia che in Germania. Questo perché la domanda internazionale per le esportazioni dalla Germania, concentrata com’ è sui beni strumentali è relativamente impermeabile all’ andamento dei prezzi» a differenza dell’ export italiano più «leggero» (tessile-abbigliamento, alimentari, arredamento).

PROBLEMA RUSSO
La scossa può invertire la tendenza debole dell’ import/export italiano verso i Paesi non Ue (-1,2% nell’ ultimo trimestre). Assai più grave è però la crisi degli scambi con la Russia -12,3%, diretta conseguenza dell’embargo contro la Russia e delle ritorsioni di Mosca che hanno colpito duramente l’ export italiano.

Anche sul fronte dell’energia Trump può darci una mano. La politica del presidente potrebbe realizzarsi in incentivi a tutto campo per i produttori Usa, compreso il carbone. In questo caso la domanda di import americano tenderà a scendere e potrebbe compensare i tagli decisi dai Paesi produttori.


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