Bana, la bimba siriana ritrovata tra i civili sfollati di Aleppo

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Tra le persone che sono riuscite ad abbandonare Aleppo Est c’è anche lei, la piccola Bana Alabed. La bambina siriana di sette anni, diventata famosa per i suoi tweet sulla drammatica vita quotidiana ad Aleppo est sotto assedio, ha lasciato la città assieme alla sua famiglia grazie al cessate il fuoco in atto, che ha permesso a oltre tremila persone di lasciare stamani l’enclave ribelle della città, riaccendendo le speranze di coloro che sono ancora intrappolati nei quartieri orientali.

La sua presenza tra i civili evacuati è stata confermata dal responsabile dell’ong umanitaria Syrian-American Medical Society: in totale a lasciare la parte orientale della città controllata dai ribelli sono circa tremila persone, più del doppio rispetto alla cifra rivelata in precedenza dal dottor Ahmad Dbis, che coordina la squadra di medici e volontari preposti alle operazioni.

Grazie ai brevi racconti e alle fotografie postate sul suo profilo Twitter, Bana Alabed, figlia di Fatemah (ex insegnante d’inglese) e Ghassan, che lavorava al consiglio comunale, ha raccontato al mondo intero quello che provano i bambini a vivere tra la morte e la paura nella città siriana distrutta.

Sul suo diario social la piccola si abbandonava spesso ai ricordi della sua vita prima della guerra: “Non ho più avuto nuovi giocattoli, ma amo quelli che ho, soprattutto la mia bambola col vestito rosa”, scriveva. E sotto l’hashtag #Aleppo twittava anche accorati appelli: “Fermate la guerra, vogliamo la pace, come farò a diventare un’insegnante come mia madre. Il mio sogno morirà con le bombe”.

Domenica in uno degli ultimi messaggi la ragazzina chiedeva al presidente turco Erdogan di favorire assieme alla Russia l’evacuazione dalla città: “Siamo così stanchi”, scriveva.

La Russia sembra aver lasciato cadere la sua contrarietà all’invio di osservatori Onu per vigilare sull’evacuazione. Due convogli di circa 20 autobus ciascuno hanno attraversato la linea del fronte diretti verso il territorio ribelle nel nord della Siria, dopo che in nottata 350 persone erano uscite dalla città. Sono state le prima partenze da venerdì, quando il governo ha sospeso l’evacuazione esigendo che venissero lasciati partire anche gli abitanti di due villaggi assediati dal ribelli. Secondo l’Osservatorio siriano per il diritti umani, circa 500 persone sono partite dai villaggi di Fuaa e Kafraya.

Un sanitario ha detto che gli ultimi evacuati sono “in uno stato terribile. Sono tutti in condizioni molto cattive, dopo ave aspettato più di 16 ore” a un checkpoint del regime senza poter scendere dagli autobus, ha affermato Ahmad al-dbis, che guida il team di medici e volontari che coordina l’evacuazione. “Non hanno mangiato, non hanno bevuto, i bambini si sono ammalati, non riuscivano neppure ad andare in bagno”. Il medico ha detto di aver visto famiglie scendere dagli autobus infagottate in vari strati di cappotti, mentre i veicoli sono ripartiti per tornare in città.

I ministri degli Esteri di Russia, Iran e Turchia terranno colloqui domani a Mosca, per cercare di promuovere una soluzione alla situazione di Aleppo.

 


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