Internet, una famiglia su tre non ha la connessione in casa

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L’Istat diffonde un dato che sbalordisce: «quasi un terzo delle famiglie non ha ancora accesso a Internet da casa» questo emerge dal rapporto Cittadini, imprese e Ict per l’anno 2016. Rispetto al 2015 è aumentata dal 66,2% al 69,2% la quota di famiglie che dispone di un accesso a Internet da casa. Di conseguenza le famiglie con una connessione a banda larga passano dal 64,4% al 67,4%. Le regioni con il minor tasso di diffusione della banda larga tra le famiglie sono Calabria e Sicilia.

Aumenta la quota di persone che si sono connesse in Rete nell’arco di dodici mesi. Passano dal 60,2% al 63,2% dei cittadini di 6 anni e più e salgono anche quanti si connettono giornalmente (da 40,3% a 44,6%), secondo gli ultimi dati Istat.

Chi si connette di più

L’uso del web è più frequente tra i 15-24enni (oltre 91%) ma si registra un «forte recupero» in quest’ultimo anno da parte degli individui di 60-64 anni (da 45,9% a 52,2%), in particolare tra le donne di questa fascia di età (con un incremento di 8,7 punti percentuali). In generale, le differenze tra uomini e donne restano forti ma si riducono nel tempo: il gap a favore degli uomini era di 11 punti percentuali nel 2010, di 9,2 nel 2015 e di 8,6 nel 2016. Tali differenze si rilevano soprattutto dopo i 44 anni, mentre si annullano tra i più giovani (11-17 anni).

Ruolo dei social network

Più della metà degli internauti (57,8%) ha usato o social network Facebook o Twitter, una quota che supera l’80% tra i 15-24enni. A livello territoriale, l’uso dei social network è meno diffuso al Nord (54,7% rispetto a 60,8% del Centro e del Mezzogiorno). Poco più del 50% degli utilizzatori di Internet invia messaggi su chat, blog, forum di discussione online, mentre ben il 64,9% usa servizi di messaggeria istantanea per comunicare. L’uso di questi servizi di comunicazione veloce su Internet che raggiungono più persone contemporaneamente, ha fatto registrare una crescita di 5 punti percentuali rispetto al 2015.

Istruzione

Un elemento discriminante è il titolo di studio: ha una connessione a banda larga il 91,6% delle famiglie con almeno un componente laureato contro il 55,3% delle famiglie in cui il titolo di studio più elevato è la licenza media. L’85,8% delle persone che ha navigato in Internet negli ultimi tre mesi ha utilizzato il web per accedere a contenuti culturali, secondo i dati Istat, e il 68,9% ha guardato online video da piattaforme come YouTube. Più della metà (55,2%) ha consultato giornali, informazioni, riviste online e il 49,9% ha ascoltato la musica in streaming. Oltre un italiano su quattro si è connesso a Internet per guardare la televisione in streaming o on demand (28%).

E-commerce

Oltre metà delle persone connesse fa acquisti sul Web. L’Istat rileva un aumento dal 48,7% del 2015 al 50,5% della quota di individui sopra ai 15 anni che hanno navigato in Internet ed effettuato acquisti online nei tre mesi precedenti l’intervista.
L’occupazione nel settore informatico – Il numero di attivi nel settore ha continuato ad aumentare anche durante la crisi. In Italia, gli occupati nel settore Ict (Information and communications technology) sono stimati attorno ai 720mila nel 2015, in aumento del 7% rispetto al 2011, mentre l’occupazione totale nello stesso periodo è diminuita dello 0,6%. La tendenza espansiva è proseguita nei primi nove mesi del 2016, con un aumento del 7,6% per le professioni Ict rispetto al 2015, superiore al miglioramento dell’1,4% per l’occupazione nel suo complesso.

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