Da uno a due a tre: sesso e sessualità nella coppia genitoriale

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E’ ormai risaputo che il sesso in una gravidanza fisiologica fa bene, che gli ormoni dell’amore preparano l’utero fino a quando i suoi ricettori saranno più sensibili, che anche il sesso a termine di gravidanza sarebbe di grande aiuto, con le prostaglandine naturali dello sperma.

E poi che grande nutrimento al sistema nervoso di genitori e feto tanti ormoni contro lo stress!

Ma quante volte abbiamo sentito papà che hanno comunque paura di fare male al bambino o mamme che hanno sempre desiderio in un periodo e nessuno in un altro?

 

Al principio era l’autoerotismo… Ci accompagna dalla prima infanzia, per scoperta, autoconsolazione, piacere, scarico tensionale, noia, gioco.

Nell’incontro poi con il mondo a due si aggiunge una possibilità: la condivisione.  Un mondo nuovo che si nutre di aspettative, fantasmi, ricerche ma anche di amore, empatia, desiderio, al quale può seguire quello di generare un nuovo essere.

E allora, mentre il rapporto col sé e con la rappresentazione identitaria continuano per tutta la vita, con la gravidanza la sessualità di coppia, cosi come la conoscevamo, scompare per sempre.

Questo perché mutano inevitabilmente lo status, le aspettative, i sentimenti. E non comprendere questo cambiamento porta spesso a non comprendersi e a sentirsi lontani.

Ma se una coppia si crede immutabile allora sarà prima o poi comunque sorpresa da qualche evento, un trasferimento, una malattia, un lutto, una nascita.

Affrontare un grande cambiamento con curiosità e ascolto, con rispetto ed entusiasmo, ci mette sì in discussione ma può aprirci a delle inaspettate e piacevoli sorprese anche nella sessualità.

 

I 9 mesi di gestazione servono non solo a formare per bene quegli adorabili piedini ma anche a formare due nuovi genitori, accoglienti, responsivi, capaci di ascolto ed empatia.

Lo sapevate che in molti papà durante la gravidanza i livelli di testosterone calano naturalmente in favore degli estrogeni? Sarà la disposizione mentale a influire su quella ormonale o viceversa ma anche un uomo può sentirsi ‘incinto’, avere sbalzi, cercare un contatto fisico più soft, fatto di momenti ed emozioni nuove.

E dopo? Con il lavoro, i bimbi nel lettone, l’allattamento che muta ancora l’assetto ormonale inibendo l’ovulazione…?

Ci ritroviamo a non avere desiderio o viceversa a rubare momenti, ma anche a ritagliarceli con tutte le forze, chiedendo aiuto, permessi speciali, approfittando di luoghi e attimi.

Aspettarsi degli standard da fotoromanzo anni ’80 o da pornostar di cassetta ci avvicina a un’ideale prestazionale molto lontano dai nostri reali bisogni e da quelli del nostro partner e ci allontana dalla capacità di destreggiarci in un nuovo rocambolesco assetto che ci potrà divertire, stancare, sorprendere, ma mai deludere.


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