Brescia, gira un video hard e il tribunale le toglie i figli

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Gira un video hard e le tolgono i figli. Il tribunale dei minori di Brescia ha tolto l’affidamento ad una quarantaseienne per aver preso parte ad un film hard. Il video è stato registrato a casa sua e pubblicato sulla rete.

I giudici hanno stabilito che “l’uso della casa coniugale per girare filmati pornografici rappresenta un pregiudizio gravissimo alla dignità morale dei ragazzi”.

La donna si è difesa dicendo: “Ho sbagliato, ma l’ho fatto perché avevo bisogno di soldi. Troppe spese da sostenere e il mio ex marito non contribuiva. Ho preso i soldi e pagato bollette e cartelle di Equitalia, è tutto documentato”. Il legale dell’indagata è sicuro che le ragioni della donna siano valide: “Chiederemo la revoca del provvedimento”.

Non si sa ancora se la difesa della quarantaseienne basterà per riavere l’affidamento dei propri figli.

Nel tema più generale degli abusi sessuali sui minori, la corte di cassazione, nel 2014, ha emesso una sentenza che merita attenzione. La sentenza è la numero 372/2014. Viene stabilito che “un genitore, seppur sospettato di abuso sessuale sul figlio minore, può comunque incontrarlo in forma protetta con l’ausilio e la supervisione dei servizi sociali, per non compromettere definitivamente il rapporto con lui, in attesa anche della conclusione del procedimento penale pendente e a prescindere dal suo esito. La ratio individuata dalla suprema corte è quella di evitare che il rapporto col figlio possa compromettersi in maniera irreversibile”.

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