Crolla una palazzina ad Acilia, muoiono madre e figlia di otto anni

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Non si spera più, i corpi della donna e della figlia piccola sono stati estratti dalle macerie senza vita. La due vittime hanno perso la vita nel crollo della loro palazina ad Acilia, in via Giacomo della Marca. L’allarme è scattato ieri intorno alle 14. Sul luogo dell’esplosione sono intervenuti i vigili del fuoco con quattro squadre e alcuni mezzi speciali per la rimozione delle macerie. In azione anche un cane molecolare addestrato alla ricerca di persone disperse sotto le macerie. Dalle prime informazioni, sembra che l’esplosione abbia interessato due palazzine vicine. Due persone, un uomo e una donna, sono stati estratti vivi ma feriti.

I soccorritori hanno scavato senza sosta tra mille cautele, anche per scongiurare il rischio di ulteriori crolli del edificio. Il pianterreno infatti sarebbe rimasto parzialmente integro. La struttura si trova in una zona dove si erano già registrati cedimenti del terreno non lontano dalla scuola Giovanni Paolo II, evacuata in via precauzionale, e da via Camillo da Albino, chiusa anche questa per crepe nell’asfalto.

La deflagrazione, avvenuta poco dopo le 14, potrebbe essere dovuta a una fuga di gas. I vigili del fuoco cercano quattro dispersi. Un uomo e una donna anziana sono stati estratti vivi dalle macerie.

L’uomo è stato soccorso con ferite lacerocontuse e traumi su tutto il corpo ed è stato trasportato all’ospedale Grassi di Ostia in codice giallo. Alle 15,40 è stata soccorsa anche una donna di 68 anni: ha riportato traumi da schiacciamento, è stata considerata in codice rosso ed era cosciente. La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta per disastro colposo. Il pm Mario Palazzi si è recato sul posto per un sopralluogo.

L’Esplosione

In merito alle cause del crollo, si ipotizza che a causare l’esplosione sia stata una fuga di gas. Alcuni testimoni avrebbero riferito aver udito «due forti esplosioni, una di seguito all’altra». Una densa colonna di fumo che si sarebbe sprigionata dalla palazzina di tre piani dopo gli scoppi. Sempre in base alle prime testimonianze raccolte sul posto l’edificio sarebbe in parte occupato, forse da cittadini extracomunitari.

Il boato è stato avvertito distintamente nei quartieri limitrofi e ha squassato gli infissi delle palazzine delle vicinanze. «Avevamo appena finito di mangiare e abbiamo sentito un’enorme deflagrazione – racconta Rosalba Neri che abita di fronte alla palazzina esplosa – Sul momento abbiamo pensato potesse essere precipitato un aereo. Poi ci siamo affacciati e abbiamo visto lo spettacolo: la palazzina non c’era più e tutto intorno finestre divelte, vetri infranti e auto danneggiate».


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