Indonesia, arrestato il capitano del traghetto in fiamme

Prende fuoco un traghetto in Indonesia, 23 morti. Diciassette dispersi. È successo ieri mattina. La causa è stata un malfunzionamento del motore, poco dopo la partenza. Centonovantaquattro persone in salvo. Nove di loro in ospedale. Arrestato il capitano.

Una vacanza andata male. Il traghetto, lo Zahro Express, era partito dal porto di Muara Angke diretto all’isola di Tidung nell’arcipelago delle Mille isole, a circa 50 chilometri a nord di Giakarta. Poi, la tragedia. Il motore ha preso fuoco, la cabina si è riempita di fumo, costringendo i passeggeri a scappare. Per mettersi in salvo, la gente si è gettata in mare. Tra cui il capitano, che ha abbandonato l’imbarcazione per primo. Quando sono giunti i soccorritori, il traghetto era già distrutto dalle fiamme. I soccorsi sono ancora alla ricerca dei 17 dispersi. Le speranze non sono molte.

L’imbarcazione era sovraccarica. Pare infatti ci fossero più di 100 persone. Una circostanza abbastanza comune in Indonesia, dove per risparmiare si mina alla sicurezza dei turisti. Un giornalista indonesiano, scrive su Twitter: “Guardando le foto del traghetto bruciato mi chiedo come ci fossero 230 persone a bordo. Ma d’altronde questa è l’Indonesia”. L’Indonesia è, infatti, uno dei paesi più soggetti a disastri marittimi, protagonista dei tre incidenti più gravi degli ultimi vent’anni, tra cui quello del 2006 che costò la vita a 461 persone.

Su YouTube è stato pubblicato un video della tragedia da una persona presente al momento dell’incendio. Si può notare in lontananza il traghetto in fiamme e le barche di soccorritori, turisti e scialuppe di salvataggio. L’agitazione è alle stelle, si sentono urla di una donna. Una scena che evidenzia il panico scaturita da una strage, l’ennesima nel palcoscenico indonesiano.


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