Cyber-attacco internazionale: Trump spiato dai Russi e ricattabile

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Il Cremlino nuovamente sotto accusa per la vicenda dei cyber attacchi ai danni degli Stati Uniti. I Russi, già accusati di aver hackerato alcuni siti statunitensi per agevolare la salita al potere di Donald Trump adesso sono ritenuti responsabili dai servizi segreti americani di essere venuti in possesso anche di «informazioni compromettenti» su Trump e di essere in grado di ricattare il neo-presidente.  Nel giorno della sua prima conferenza stampa, a pochi giorni dall’insediamento ufficiale alla Casa Bianca, Trump continua a dover fare i conti con le informazioni diffuse dai “suoi” servizi segreti. Gli stessi pirati informatici di Mosca che hanno violato i siti del partito democratico e della sua candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton, avrebbero rubato «informazioni personali e finanziarie» sul presidente eletto, che risulterebbe così ricattabile. Il network americano riferisce di aver appreso la notizia da diversi ufficiali statunitensi che hanno avuto accesso diretto al documento.

Il dossier sulle informazioni “compromettenti”
Trentacinque pagine raccolte in un dossier interamente dedicato a Trump, consegnato all’Fbi da un ex agente dei servizi britannici e pubblicato da Buzzfeed  è stato definito dallo stesso sito di news «non verificato» e raccoglie diversi rapporti redatti dal luglio al dicembre scorso, che spiegano come il «regime russo» abbia «coltivato, supportato e assistito Trump per almeno 5 anni» e fornisce resoconti sulla sua partecipazione a festini a luci rosse in Russia. In particolare racconta di una visita a Mosca nel 2013: il magnate avrebbe pernottato nella suite presidenziale del Ritz Carlton, sapendo che era la stessa usata dal presidente Obama e la sua consorte in occasione di una loro visita ufficiale nella capitale russa. Trump avrebbe incontrato alcune «prostitute» che sullo stesso letto usato dagli Obama si sarebbero esibite in «golden shower». La stanza d’albergo era monitorata dai servizi segreti russi, che avrebbero sfruttato la «ben conosciuta ossessione The Donald per il sesso» organizzando «una serata per lui con un gruppo di prostitute con videocamere e microfoni nascosti che registravano» tutto.

Le indagini
«L’Fbi sta indagando sulla credibilità e l’accuratezza di queste rivendicazioni» spiega la Cnn. Anche i siti dei principali media americani, pur dando ampio rilievo alla notizia, sottolineano che si tratta di affermazioni «non verificate» (Wall Street Journal) «non dimostrate» (New York Times). Buzzfeed va oltre, rinvenendo anche degli «errori».

Trump come d’abitudine smentisce tutto con un tweet: «Notizie false. Una vera e propria caccia alle streghe politica». Tali informazioni – giudicate da più parti «potenzialmente esplosive» – non provengono dall’intelligence Usa, ma da un ex agente britannico. E sottolinea con un altro tweet: «La Russia non ha mai cercato di ricattarmi, non ho nulla a che fare con la Russia. Nessun accordo, nessun prestito, niente!». Per poi chiudere così: «Le agenzie di intelligence non avrebbero mai dovuto consentire che questa falsa notizia venisse diffusa. Un ultimo colpo contro di me. Viviamo nella Germania nazista?».


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