Alessandria, suicida in carcere l’allenatore accusato di pedofilia

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Si è suicidato con una busta di plastica in testa, nel carcere dove era rinchiuso da martedì sera,  Antonio Marci conosciuto da tutti come «Tonino», 63 anni, l’allenatore di squadre giovanili di calcio arrestato nei giorni scorsi ad Alessandria con l’accusa di pedo-pornografia e atti sessuali su minori.

“Avevo chiesto i domiciliari perché ritenevo il carcere non adeguato a tutelare la sua incolumità – conferma all’Ansa l’avvocato Massimo Taggiasco, che lo difendeva – mai però mi sarei aspettato una cosa del genere”. E’ stato il legale ad informare questa mattina i familiari.

L’indagine era iniziate a seguito di un episodio casuale, Marci infatti era stato riconosciuto da una delle sue vittime all’interno di un bar a 29 anni di distanza dagli abusi. I carabinieri lo hanno poi sorpreso nella sua abitazione, in compagnia di un giovane. Nel corso di una perquisizione sono state rinvenute e  sequestrate centinaia di videocassette con i filmati dei suoi incontri con i giovanissimi calciatori. videocassette con i filmati dei rapporti completi che aveva con i baby calciatori, e poi diari, schede con i volti e le caratteristiche dei ragazzini, fotografie, mutandine e costumini. Secondo una prima ricostruzione gli abusi andavano avanti da oltre 30 anni.

L’avvocato di Marci, riferisce di un passato problematico dell’uomo il quale sarebbe stato a sua volta vittima di violenza. “Un episodio che evidentemente gli ha segnato la vita – sottolinea il legale -, che non giustifica quello che ha fatto ma lo spiega”.


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