Donna uccisa a Milano, confessa il marito: 20 anni di violenze

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Secondo femminicidio in quattro giorni a Milano, stavolta la vittima è Rosanna Belvisi, 50 anni, per il suo omicidio è stato fermato dalla polizia con l’accusa di omicidio il marito  Luigi Messina, 53 anni. Il 12 gennaio Tiziana Pavani, 55 anni, era stata ammazzata a bottigliate in testa nel suo appartamento a Baggio, in via Bagarotti 44, sorpresa nel sonno da un amico di cui si fidava.

La confessione di Luigi Messina arriva intorno alle 4 del mattino dopo ore ed ore di interrogatorio in questura: l’uomo avrebbe ucciso sua moglie con 23 coltellate, quelle mortali alla gola, alla fine di una lite violenta, alla fine è crollato e ha confessato.

Il presunto assassino ha fatto ritrovare il coltello che aveva nascosto in un tombino in via Parenzo, a due chilometri dall’appartamento di via Coronelli 11 e i suoi vestiti sporchi di sangue, nascosti in una busta dell’Esselunga in un’area boschiva. Tra le incongruenze che Messina non riusciva a spiegare prima della confessione anche i tagli sulle mani e, in particolare, sulle dita.

Le liti tra i due duravano ormai da mesi , da quando cioè la donna aveva scoperto che l’uomo aveva una doppia vita, non solo un’altra donna ma anche un altro figlio. È il questore Antonio De Iesu a lanciare un appello alle donne: “Serve una cultura della denuncia: imparate a riconoscere i segnali di allarme”.

L’omicidio della donna arriva dopo vent’anni di violenze lo scorso novembre infatti i carabinieri e la polizia erano già intervenuti in via Coronelli 11 chiamati dai vicini allarmati per le urla che sentivano nell’appartamento. Sembra inoltre che già nel 1995 Messina aveva accoltellato sua moglie provocandole ferite guaribili in dieci giorni. Anche in quel caso Messina aveva sostenuto di non essere stato in casa al momento dell’aggressione. E l’aveva passata liscia.

I vicini di casa descrivono Messina come una persona litigiosa e irascibile e lei, la vittima, come una donna molto seria, silenziosa e cupa. La coppia ha una figlia di 25 anni – in vacanza all’estero con il fidanzato al momento del delitto – che avrebbe dovuto sposarsi il 2 febbraio.

I due coniugi erano appena rientrati a Milano dopo un mese trascorso a Pantelleria, dove era nata Belvisi e dove vive ancora suo fratello. La donna, dopo la scoperta del tradimento del marito, insisteva affinchè l’uomo lasciasse la casa. L’omicida ha provato a sostenere di averla accoltellata dopo che lei l’aveva minacciato con un ferro da stiro. Nella deposizione, l’omicida racconta: “Sono stato io. L’ho colpita ripetutamente con un coltello che ho preso in cucina nel corso di una lite: lei si trovava davanti a me nella stanza da letto quando stavamo discutendo per la mia storia extraconiugale”.

Nel tentativo di costruirsi un alibi era stato proprio l’uomo, ieri intorno alle 15, a dare l’allarme, aveva camminato a lungo nelle strade vicino a casa e aveva cercato di farsi vedere dai vicini. Dalle 11 di mattina – ora del delitto – fino alle 15, è entrato in pasticceria, ha fatto la spesa, giocato alle slot machine: sempre cercando di attirare l’attenzione delle persone del quartiere che lo conoscevano, per mostrare la sua tranquillità.

 


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