Palermo, la storia della donna che ha vissuto undici mesi in aeroporto

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Ha vissuto per undici mesi in aeroporto. È la storia di Gabriella Sciacca, donna di 57 anni disoccupata, che dopo la separazione dal marito è rimasta senza un tetto. Da lì, la decisione di vivere nel terminal. Una concittadina ha deciso di accoglierla nella sua casa e le ha offerto gratuitamente una stanza.

È il “Giornale di Sicilia” a raccontare una storia che ci ricorda quella di Viktor Navorski, protagonista di “The terminal”, il film in cui un uomo, interpretato da Tom Hanks, è costretto a vivere in aeroporto a causa di un colpo di stato nella sua nazione. La storia di Gabriella è un po’ diversa. Palermitana di 57 anni che vive una guerra iniziata nel 2000. Dopo vari tradimenti, calunnie e abbandoni aveva deciso di separarsi dal marito. Da cui percepisce un mantenimento minimo di 350 euro: “I soldi attuali non mi permettono di prendere in affitto né una casa né una stanza – spiega – ho provato tante volte, ma non me l’affitta nessuno, nemmeno nei paesi, e quando ci sono riuscita sono state solo parentesi temporanee”.

Gabriella ha così trovato una soluzione di fortuna, all’inizio temporanea, diventata, poi, sempre più definitiva. La sua giornata cominciava presto, con l’annuncio del primo volo: “Approfittavo dei bagni appena puliti e poi facevo colazione con un caffè. Qualcuno mi regalava la spesa, altri mi tenevano compagnia, per alcune ragazze sono stata l’amica più grande con cui confidarsi”. Durante il giorno vagava fra l’area partenze e arrivi, spingendo il carrello con borse e valigie piene dei suoi oggetti personali. Non era un hostess né una passeggera, ma una donna che attirava l’attenzione di molte persone, incuriosite dalla sua storia. In molti si sono infatti affezionati a lei: “Chi mi offriva la colazione, chi mi dava un buono pasto… non mancavano gli incoraggiamenti”, racconta Gabriella. “È stata un’abitazione sicura e calda, certo magari era un po’ rumorosa”, dice riferita all’aeroporto di Punta Raisi.

Ad aiutarla ci pensano, da ieri, i volontari della cooperativa sociale “LiberaMente” di Cinisi. Un’altra una palermitana ha deciso di offrirle gratuitamente una stanza: “Penso sia ora di scrollare gli animi, qualcosa deve cambiare in questa società. L’aiuto di questa cooperativa rappresenta un nuovo inizio per me, continuerò la mia lotta e chi ha sbagliato pagherà, e, dopo le tante calunnie messe in circolo su di me, farò in modo che si sappia tutta la verità – conclude – Io sono ancora qui, non sono morta e rivoglio la mia dignità”.

 

 

 

 


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