Saviano, studenti obbligati ad acquistare il suo libro: lui smentisce

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L’intento pedagogico rischia di cadere nel business. Il liceo classico”G. B. Morgagni” di Forlì invita Roberto Saviano per la presentazione del suo ultimo libro “La paranza dei bambini”. Il preside del liceo diffonde una circolare secondo la quale, gli studenti, per partecipare all’incontro, dovranno acquistare il libro. La polemica è inevitabile.

La circolare del dirigente scolastico è chiara: “Senza acquistare l’ultimo libro di Saviano, dal titolo “La paranza dei bambini”, le classi non potranno partecipare. Gli studenti potranno usufruire di uno sconto di due euro rispetto al prezzo di copertina”. Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri,  su Twitter, parla di “vergogna” e annuncia un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Il leader della Lega, Matteo Salvini, twitta: “Arriva #Saviano e vuoi incontrarlo con la scuola? Studenti di Forlì obbligati dal preside a comprare il suo libro”. Il mondo della politica si oppone così all’obbligo di acquisto, ma il preside si difende dicendo: “È promozione di cultura”.

Il dirigente scolastico prosegue: “Da anni, con un libraio, organizziamo incontri con gli autori. Anche con Saviano la modalità è la stessa. Ogni singola classe sceglie se aderire. Chi aderisce deve leggere il libro, che va acquistato anche perché con l’acquisto si riescono a coprire le spese di organizzazione e di ospitalità dello scrittore. L’acquisto serve agli studenti per leggere il libro, e dunque saper confrontarsi con lo scrittore, e per coprire le spese di ospitalità”.

Saviano: “È una bufala”

Roberto Saviano si oppone a quella che a suo dire è una bufala, tramite un post su Facebook: “Mi hanno chiesto disponibilità a incontrare gli studenti delle scuole superiori e io, come faccio da anni, ho accettato. Ora in rete circola la bufala sull’acquisto obbligatorio di copie del mio libro. Non esiste. Nessun obbligo. Da dieci anni vado nelle scuole e i miei scritti mi fa piacere che vengano letti anche fotocopiati o in copie che passano di mano in mano”. E prosegue: “Sporcare l’interesse dei ragazzi per la lettura è una bassezza cui mai avrei pensato di assistere. Pazienza, i giornali che mi attaccano vorrebbero vedere gli italiani incazzati, livorosi e ignoranti come loro”.


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