Prete indagato a Padova, forse orge con partecipazione di altri preti

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La notizia risale alla fine dicembre quando già si parlava di un prete di Padova indagato per prostituzione e violenza privata, man mano che l’inchiesta è andata avanti sono emersi particolari sempre più sconvolgenti. Lo scandalo si è abbattuto sulla piccola chiesa di San Lazzaro e sulla Curia padovana, ma la vicenda sembra essere solo all’inizio.

Le indagini sull’ex parroco don Andrea Contin, accusato di favoreggiamento della prostituzione e violenza privata, si sono arricchite di un nuovo e importante elemento. Gli accertamenti erano partiti da una denuncia dell’ex amante del sacerdote la quale aveva fatto una querela con rivelazioni choc.

La donna aveva descritto minuziosamente la camera segreta nella quale era stato allestito una sorta di set a luci rosse, fra equipaggiamento sadomaso e sex toys e ancora decine di dvd, vhs e chiavette Usb nelle quali erano contenuti i filmati dei rapporti avuti con le sue amanti, all’incirca una ventina, sia durante sessioni singole che di gruppo: tutto ciò era poi stato confermato dalle perquisizioni effettuate dai carabinieri.

La 49enne ha parlato di violenza subita in prima persona ma anche di orge, organizzate dal parroco, alle quali sembra partecipassero anche altri preti di chiese in città e nei comuni della cintura urbana, dichiarazione tutte ancora da verificare.

Si tratterebbe di religiosi con i quali la donna avrebbe consumato prestazioni sessuali, sia nella canonica di San Lazzaro che in appartamenti. Per il momento nessuno dei preti è iscritto nel registro degli indagati. Le indagini sono ancora aperte e tanti sono gli elementi da chiarire, prima di tutti gli inquirenti vogliono capire se questi parroci hanno pagato don Contin per i rapporti con le sue parrocchiane. Una svolta alle indagini potrebbe arrivare dai filmati hard trovati nella canonica della chiesa.

Si procede alle verifiche nella più totale discrezione per evitare scontri con la Diocesi, che ha secretato i documenti in suo possesso negandone l’accesso ai carabinieri.

 

 


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