Maturità 2018, basterà la media del 6 per essere ammessi

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Grosse novità per la maturità 2018. I maturandi potranno essere ammessi agli esami con la media del 6. Sul tavolo dei parlamentari è arrivato lo schema del decreto sugli esami di stato. Tra i requisiti del provvedimento per l’ammissione all’esame è compresa la partecipazione alle prove Invalsi, lo svolgimento dell’alternanza scuola lavoro e la frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale.

La riforma prevede che per essere ammessi all’esame di maturità del 2018, non occorrerà avere la sufficienza in tutte le materie, ma la media del sei, compreso il voto in condotta. Nella carriera scolastica cambierà anche l’attribuzione del credito scolastico: 40 punti (12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto anno), 20 per ogni prova scritta. Sarà obbligatoria la partecipazione degli studenti delle classi quinte alle prove Invalsi, che riguarderanno italiano, matematica ed inglese.

Dal punto di vista pratico le prove scritte vengono ridotte da tre a due, eliminando la prova multidisciplinare predisposta dalla commissione. In più, la prima verifica, quella di italiano, consisterà nell’elaborazione di un testo argomentativo riguardante temi di ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare la comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre la riflessione critica da parte dello studente.

La seconda prova è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo culturale e professionale dello studente dello specifico indirizzo. Il ministro continuerà a scegliere, entro gennaio, la materia della seconda prova con l’intento di creare un esame che richieda la competenza non solo di una materia ma di più di una: se la materia scelta per i licei scientifici sarà fisica, ad esempio, i maturandi dovranno studiare anche matematica per poter svolgere il compito.

Nell’ultima prova scompare la “tesina”. All’esame orale sarà la commissione a scegliere un punto di partenza: testo, documento, progetto o argomento da cui desumere le competenze dello studente e le sue conoscenze disciplinari. Resta immutato il numero dei commissari con tre interni, tre esterni e un presidente. Come novità è prevista la formazione ad hoc per i presidenti di commissione, che verranno pescati da una sorta di Albo istituito presso l’Ufficio Scolastico Regionale.

 


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