Insediamento Trump, infuriano le proteste: 217 arresti a Washington

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Scene di guerriglia e proteste si sono registrate a Washington nel corso della cerimonia di insediamento del 45° presidente USA, Donald Trump. I manifestanti mascherati e incappucciati, con vessilli degli anarchici, hanno infranto vetrine, appiccato incendi e si sono scontrati con la polizia in tenuta antisommossa.

La polizia della capitale ha arrestato complessivamente 217 persone per atti vandalici, compiuti a margine di cortei pacifici che hanno interessato tutta la città. Sono scoppiati tafferugli tra un gruppo di dimostranti armati di pietre, tra i quattrocento e i cinquecento, e la polizia in tenuta anti-sommossa, che ha risposto sparando gas lacrimogeni.

Il corte pacifico ha imboccato la Pennsylvania Avenue nella parata verso la Casa Bianca, mentre i manifestanti violenti hanno incendiato lussuosa limousine parcheggiata, dopo averne divelto i finestrini.

Gli uomini della Guardia Nazionale hanno indossato i caschi e i giubbotti antiproiettile, mentre i dimostranti hanno bloccato il traffico e incendiato i cassonetti, intonando cori come “Not my president” e “We resist President Trump” (“Non è il mio presidente” e “Resistiamo a Donald Trump”). Il capo della polizia cittadina, Peter Newsham, ha confermato i 217 arresti: le persone fermate passeranno la notte in cella per poi comparire di fronte a un giudice.

“La nostra intenzione prima di questo evento era di non effettuare arresti, purtroppo ci hanno forzato la mano”, ha dichiarato. Richard Spencer, leader del cosiddetto “alt-right movement” (il movimento di estrema destra che ha appoggiato Trump alle presidenziali statunitensi).

La maggior parte dei rumorosi manifestanti si sono rivelati pacifici. Ma avevano voglia di farsi ascoltare e hanno provato a posizionarsi in posizioni strategiche. Alcuni hanno srotolato striscioni con le scritte “Cerca di meritare questa carica”, “Obama cares, Trump scares” (A Obama importa, Trump fa paura) e “Rendi l’America di nuovo sana”.

Un altro gruppo ha esposto uno striscione gigante con la scritta “Shame” (Vergogna) all’esterno del Trump Hotel, proprio vicino al punto in cui il presidente è sceso un attimo dalla sua limousine per camminare sul percorso della parata.

Violenze si sono registrate anche a Seattle dove sostenitori di Trump e dimostranti si sono scontrati di fronte all’auditorium della University of Washington dove ha tenuto una conferenza Milo Yiannopoulos, il direttore di Breitbart il sito estremista di destra che è stato strumentale alla vittoria di Trump e che è stato fondato da Stephen Bannon, ora principale stratega della Casa Bianca.