Gentiloni da Fazio: “Poteri straordinari a chi si occupa d’emergenza”

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Il premier Paolo Gentiloni, ospite a “Che tempo che fa”, il talk condotto da Fabio Fazio,  ha parlato del terremoto che ha colpito il centro Italia e della valanga di Rigopiano, sottolineando il grande lavoro della protezione civile.

“Questa è un’emergenza seria, sono frequenti episodi che fanno parlare di emergenza nel nostro paese, ma vi è qui la concatenazione micidiale tra una nevicata che non si vedeva da 45 anni e tre scosse magnitudo molto alta cui si è aggiunta la valanga” ha affermato il presidente del consiglio  negli studi di Rai 3.  “La reazione a un’emergenza straordinaria è stata straordinaria”. Il premier ha voluto ringraziare “le persone che hanno lavorato in condizioni difficili per salvare vite umane, un lavoro straordinario di cui dobbiamo essere orgogliosi”. Ha inoltre elogiato il lavoro della protezione civile italiana, “uno dei migliori sistemi al mondo”.

“Dobbiamo dare poteri straordinari, a chi si occupa di emergenza e ricostruzione, ovvero alla protezione civile e al commissario per la ricostruzione” ha ribadito con veemenza Gentiloni. “Nei prossimi 3-4 giorni ci concentreremo su quali possono essere questi poteri straordinari e lo faremo con l’Anac e con il parlamento. Non possiamo avere strozzature burocratiche, dobbiamo dare un segnale di accelerazione forte e chiaro ai cittadini, tra i quali si è diffusa la disperazione”. E per la ricostruzione “abbiamo un doppio nemico: la lentezza e la corruzione. Dobbiamo trovare un sistema per combatterli entrambi efficacemente”.

Il premier, incalzato da Fazio, ha rilasciato delle dichiarazioni sui compiti del suo governo, tra cui la legge elettorale:

“Mi auguro che, a prescindere dalla durata del governo, tra le forze parlamentari ci sia in modo tempestivo un dialogo per leggi elettorali per camera e Senato possibilmente non troppo disarmoniche, questo è un requisito di efficienza del sistema democratico”, ha dichiarato. “Confido nel fatto che dopo la decisione della corte tra le forze politiche si arrivi ad un’intesa”, ha continuato Gentiloni.

Infine, una battuta sul nuovo presidente Usa, Donald Trump: “Il discorso di Trump l’ho visto distrattamente, eravamo alle prese con i problemi di cui abbiamo parlato. Non mi aspettavo un discorso diverso”, ha aggiunto.

“Non sarà Trump a modificare queste cose, abbiamo lavorato con Kennedy e Nixon, Bush e Obama, lavoreremo con Trump. Ma abbiamo valori nei quali ci riconosciamo, per noi il protezionismo non è una soluzione. Gli immigrati devono certamente rispettare regole ma devono essere anche accolti non solo essere respinti. La società aperta è un valore, a Davos il presidente cinese parlava di libero commercio e sappiamo che la Cina non è un modello, ma noi abbiamo questi valori e li dobbiamo difendere”, ha chiosato il capo del governo.


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