Tasse e povertà, un italiano su quattro non arriva a fine mese

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La crisi economica dell’Italia cresce giorno dopo giorno e le percentuali delle famiglie disagiate sono preoccupanti: un cittadino su quattro si sente povero. Lo dice un’indagine condotta dall’Eurispes. La colpa viene attribuita alle tasse che non diminuiscono (62%), ai divorzi (50%), alla perdita del lavoro (76%), al gioco d’azzardo (38%) e soprattutto alla sfiducia nelle istituzioni (47,6%).

Secondo la ricerca dell’istituto, a causa della crisi molti italiani hanno dovuto stravolgere la loro vita o chiedere l’aiuto delle famiglie: il 38% torna a casa dai genitori per ammortizzare le spese, il 23% chiede ai nonni di occuparsi dei piccoli per evitare di pagare asili nidi privati o baby sitter. Per il 28,5% degli italiani le rate del mutuo sono una grossa spesa ed il 42,1% è in affitto. Il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% è costretta a utilizzare i risparmi di una vita per vivere, solo una famiglia su quattro riesce a mettere da parte del denaro.

Sono aumentati gli italiani che riducono le spese mediche (38,1%), e di chi rinuncia agli appuntamenti dall’estetista, dal parrucchiere (66,2%), o ai viaggi e alle vacanze (68,6%). Anche gli animali ne risentono: la percentuale della famiglie con un animale domestico è calata del 10% rispetto al 2016. Metà della popolazione non può mantenersi agli studi ed il 41,9% e una buona parte è sicura che l’abolizione di Equitalia non migliorerà la condizione economica del paese. Nel valutare l’ipotesi di abbandono dell’Unione Europea, molti si sono detti favorevoli.

A denunciare la povertà sono per la maggior parte ragazzi single del sud. Gli italiani non hanno fiducia nelle istituzioni italiane, il tasso di sfiducia è cresciuto del del 7,7%, rispetto al 7,5% dell’anno scorso. Nel 2016 gli italiani si dicevano fiduciosi nel capo dello stato, circa il il 52% della popolazione., nell’anno appena iniziato, secondo il 74,2% è inutile credere che il parlamento possa sistemare l’economia del paese, l’8,2% preferisce non esprimersi.


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