Risultati Serie A: Roma e Napoli, passi falsi. La Juve allunga

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NAPOLI-PALERMO 1-1

Anche il Napoli perde terreno sulla Juventus. I partenopei, sotto di un gol per tutto il match, riescono a pareggiare grazie a una papera di Posavec. Bastano sei minuti al Palermo per passare in vantaggio: Rispoli serve bene Nestorovski in area, che anticipa Hisaj staccando di testa e battendo Reina. I rosanero dopo il vantaggio conquistato, soffrono ma cercano di tenere botta. Callejon sbaglia un gol a porta vuota, Mertens colpisce la traversa. Posavec è miracoloso fino al 66′, quando Mertens, defilato, tira in porta e la palla slitta tra le mani dell’inesperto portiere, entrando in rete passando sotto le sue gambe. 1-1 e tanta fatica buttata alle ortiche. Pavoletti esordisce in maglia azzurra, ma il risultato non cambia. Nel finale espulso Goldaniga.

 

UDINESE-MILAN 2-1

Passo falso del Milan a Udine. I rossoneri perdono terreno sulla zona Champions. Dopo otto minuti gli ospiti erano già passati in vantaggio con un bellissimo gol di Bonaventura che segna spalle alla porta su assist di Suso. Proprio l’ex Atalanta si infortuna dopo pochi minuti, lasciando spazio al nuovo acquisto Deulofeu al 27′. Stessa sorte per Faraoni, dall’altra parte, che viene sostituito da Langella. Il Milan perde frizzantezza e l’Udinese pareggia i conti con Thereau. Nel secondo tempo Montella, poi espulso, cambia le cose in attacco. Al 71′ dentro Lapadula, fuori Bacca. Cambia poco e al 73′ De Paul lascia partire un destro defilato che batte Donnarumma. È il gol vittoria bianconero e resta il dubbio che il portiere milanista avrebbe potuto fare qualcosa in più.

SASSUOLO-JUVENTUS 0-2

È una stretta di mano mancata ciò che fa più notizia in Sassuolo-Juventus. Dybala, chiamato fuori da Allegri, non dà il cinque al mister e si avvia in panchina. Gesto che non è piaciuto alla Juve e neanche ai tifosi. Andiamo al match. I bianconeri mettono in chiaro le cose da subito. Dopo soli 9 minuti Higuain raccoglie un cross di Alex Sandro in aerea con un movimento da punta d’esperienza e sigla subito lo 0-1 che mette la strada in discesa. Il Sassuolo prova a reagire, ma la Juventus è una schiacciasassi. Al 25′ c’è il raddoppio: il Pipita serve Dybala, che lascia scorrere per Khedira, spalancandogli la porta e lasciando libero l’ex Real di angolare sul secondo palo. Il secondo tempo è privo di grandi emozioni. Prove tecniche per Allegri, che manda in campio Pjaca, regalandogli qualche minuto nel nuovo modulo. Il match termina con il risultato di 0-2.

SAMPDORIA-ROMA 3-2

Scivola la Roma a Genova. I giallorossi perdono per 3-2 e vengono seminati dalla Juventus, vincente contro il Sassuolo. Il match era iniziato nel migliore dei modi per i capitolini, passati in vantaggio dopo solo cinque minuti con Bruno Peres, che raccoglie la respinta di Puggioni sul tiro di Emerson. Al 21′ Praet pareggia il risultato, con il suo primo gol in campionato su assist di Muriel. Il primo tempo termina sul risultato di parità. Nella seconda frazione passano ancora in vantaggio i giallorossi, ancora con un’iniziativa di Emerson, che stavolta serve Dzeko che segna puntando il primo palo il gol del vantaggio. Cinque minuti dopo, ancora la Samp e soprattutto ancora Schick. Il piccolo bomber blucerchiato segna il suo quinto gol in sei partite. La Roma è in bambola e, dopo soli 120 secondi, i padroni di casa passano definitivamente in vantaggio con Muriel, che buca il portiere polacco avversario su punizione. La Roma cade, la Juve allunga.

FIORENTINA-GENOA 3-3

Da un lato Chiesa, dall’altro Simeone. Sembra sia il 2001, se non fosse che Diego Pablo non ha mai giocato con la maglia rossoblù. Uno scontro tra figli d’arte che ha qualcosa di estremamente poetico. Federico e Giovanni promettono di prendersi la Serie A, proprio come fecero i loro padri tra i ’90 e primi anni 2000. Il primo tempo è abbastanza piatto, a parte il primo gol di Ilicic che festeggia il compleanno portando in vantaggio i viola al 17′. Dopo soli 32 minuti, Cofie si infortuna ed entra in campo l’ex Milan Taarabt. I secondi 45 minuti si aprono con il raddoppio di Federico Chiesa. Stavolta niente lacrime per lui, ma la consapevolezza di star diventando grande. Uno sguardo alla curva, poi l’orgoglio negli occhi. Lo stesso orgoglio che provano i suoi tifosi, nel guardare quel cognome su quel viola che tante volte li ha fatti gioire. Il 2-0 toscano fa da sveglia ai grifoni, che salgono in cattedra. Al 57′ Simeone anticipa Sportiello in uscita con uno scavetto e accorcia le distanze. Giovanni, non Diego Pablo. Ma ai più nostalgici scendono già le lacrime a vedere quei due cognomi sul tabellino. Due minuti dopo Taarabt pesca Hijlemark che inizia con il gol la sua avventura genoana. 2-2 e palla al centro. La gioia ligure dura poco. Dopo solo tre giri d’orologio, infatti, Kalinic timbra il cartellino con un sinistro angolato che batte Lamanna. I padroni di casa sembrano aver messo una pietra sul match, ma allo scadere accade l’imprevisto: Bernardeschi salva la porta con un braccio improvvisandosi Sportiello e viene espulso, causando anche il rigore. Dal dischetto si presenta Simeone, che insacca decretando il 3-3 finale. Liberi di sognare, ma non azzardatevi a chiamarlo “Cholito”.

CROTONE-EMPOLI 4-1

Falcinelli schianta l’Empoli e regala ai calabresi tre punti che valgono oro. Il Crotone sa che non può buttare questa ghiotta occasione e parte subito bene. A metà primo tempo i padroni di casa passano in vantaggio con Stoian su suggerimento di Palladino. Sul finale della prima frazione, pareggia i conti il solito Mchelidze, in un gran periodo di forma. Al rientro in campo sale in cattedra Falcinelli. Il giovante attaccante porta prima in vantaggio i suoi al 56′ e poi chiude il match allo scadere prima al 91′ e poi al 92′, siglando la sua tripletta personale.

CAGLIARI-BOLOGNA 1-1

Cagliari-Bologna ha garantito più furore agonistico di quanto ci si potesse aspettare. I felsinei, in vantaggio per trenta minuti, si fanno soffiare via i tre punti da un calcio di punizione di Borriello allo scadere. Partita fin da subito nervosa e scorretta. Nel corso del primo tempo, terminato 0-0, si registrano quattro ammonizioni. Nella seconda frazione entra in campo Verdi, a lungo assente dal terreno di gioco, e il registro cambia. Al 64′ ecco finalmente il gol che sblocca il match: Krejci serve Mattia Destro che porta in vantaggio i suoi, sbloccandosi da un lungo periodo senza gol. Il Cagliari cerca il pareggio e il Bologna perde la testa: nel giro di tre minuti e vengono espulsi Viviani, entrato in campo 16 minuti prima, per doppia ammonizione e Krafth con un rosso diretto. Ospiti in 9 e il Cagliari pareggia un minuto dopo: Marco Borriello batte una punizione potente sul secondo palo e pareggia i conti con l’1-1 finale.

TORINO-ATALANTA 1-1

Bella partita tra Torino e Atalanta, due formazioni che puntano moltissimo sulle giovani promesse italiane. A passare in vantaggio, dopo sedici minuti è il Toro, con un gol di Iago Falque, di testa all’indietro, su assist di Barreca. Dopo nove minuti si infortuna Obi, che lascia spazio a Baselli. Nella seconda frazione, invece, torna in campo Kessiè, ritornato da pochissimo dalla Coppa d’Africa. L’Atalanta strappa il pareggio con i denti, al 66′, con Petagna che lotta in mezzo all’aerea facendosi spazio col fisico e angola il destro rasoterra in maniera vincente. Mihajlovic manda in campo anche Iturbe per Valdifiori, ma non trova il gol della vittoria. L’1-1 finale va bene a entrambe le squadre.

INTER-PESCARA 3-0

Settima vittoria di fila per l’Inter. I nerazzurri hanno la meglio per 3-0 contro il Pescara. Bastano 23 minuti ai padroni di casa per passare in vantaggio con D’Ambrosio che mette il piede per il tap-in vincente su cross di Brozovic. Il Pescara non crea molto e l’Inter gestisce bene palla a centrocampo. Dopo 20 minuti c’è il raddoppio: gran possesso palla nerazzurro, che dopo una fitta rete di passaggi arriva in area con Perisic, che mette la palla al centro, spinta in rete da Joao Mario dopo un’uscita a vuoto del portiere Bizzarri. Nel finale entra in campo Eder al posto di Perisic. All’attaccante della Nazionale italiana bastano solo due minuti per segnare. Sempre la stessa azione, discesa sulla fascia stavolta di Icardi, palla al centro e tiro di prima di Eder dal dischetto. 3-0 e un’altra vittoria per Pioli, che supera in classifica la Lazio, sconfitta dal Chievo.

LAZIO-CHIEVO 0-1

Scivolone per la Lazio. Sconfitta casalinga per i biancocelesti contro un Chievo in crisi. I gialloblù hanno la meglio allo scadere grazie a un gol di Inglese. Padroni di casa che tengono il pallino del gioco per gran parte del match, creando numerose palle gol, mai finalizzate a causa di un Djordjevic fuori forma. Ventotto tiri totali in porta, che non bastano per passare in vantaggio. Il Chievo, reduce da cinque sconfitte di seguito, rialza la testa con un contropiede dell’ultimo minuto finalizzato da Inglese. I laziali non hanno mai vinto in casa contro i veronesi. Polemiche per Simone Inzaghi, secondo cui sono mancati due rigori alla sua squadra: prima un tocco di mano di Gamberini, poi una gomitata di Cacciatore a Milinkovic-Savic. A match finito, scintille tra Biglia e un tifoso. I biancocelesti scendono in classifica, perdendo di vista la Champions ed a rischio Europa League, buttando via punti contro un Chievo che non ha null’altro da chiedere al campionato.

 


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