Lecce, ritrovati resti umani mummificati dentro un bidone sigillato

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È  un giallo il ritrovamento a Gallipoli, in provincia di Lecce, di resti umani saponificati di un corpo, presumibilmente di un uomo, all’interno di un bidone nei pressi dello stadio di calcio.

Sulla sommità era posto un blocco di cemento e non sono stati trovati documenti d’identità. Sul ritrovamento stanno indagando i carabinieri coordinati dalla direzione distrettuale antimafia.

Al momento non si sa da quanto tempo i resti del cadavere si trovassero all’interno del cassonetto.
I carabinieri sono intervenuti a seguito di una segnalazione pervenuta con una telefonata anonima, alle 22 circa di ieri, la denuncia parlava della presenza di un fusto per combustibili con all’interno un cadavere nelle campagne in una zona agricola, vicino al cimitero e ad un supermercato.

Il  bidone di colore verde, adagiato in posizione orizzontale era coperto da rami secchi e l’estremità era sigillata con pietre e cemento. Con l’ausilio dei vigili del fuoco di Gallipoli e del personale della sezione Rilievi del Reparto operativo dei carabinieri, sono state tolte calce e pietre ed è stato estratto dal fusto il cadavere saponificato di un uomo, di corporatura magra e di altezza media.

Il cadavere è stato trasferito nell’obitorio dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce per eseguire l’autopsia e risalire alla data della morte dell’uomo, alle cause e alla sua identità. Potrebbe appartenere a un cittadino straniero, di cui la famiglia aveva denunciato la scomparsa da Gallipoli la scorsa estate, ma non si escludono però altre ipotesi.

Soprattutto perché nel bidone è stato trovato un pezzo di corda di nylon lungo circa 60 centimetri. Si pensa quindi che la vittima, prima di essere nascosta nel fusto, sia stata uccisa, forse per strangolamento.


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