Giovane migrante molesta operatrice in centro d’accoglienza: arrestato

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In un primo momento era sembrata una violenza sessuale: un’operatrice di un centro per migranti chiusa in una stanza e aggredita da un nigeriano di 25 anni.

I fatti

E’ pomeriggio, un nigeriano, ospite del centro di accoglienza a Giugliano in Campania (Napoli) entra in un ufficio nel seminterrato dove è al lavoro un’operatrice. Con la scusa di chiedere informazioni per il permesso di soggiorno scaduto. Ma blocca la porta, sequestra la donna – per circa mezz’ora – e la molesta, abbassandosi i pantaloni.

L’operatrice, 62 anni, non perde la calma, lo tiene a distanza e riesce a infilare un bigliettino sotto la porta: “Aiuto, avvisate i carabinieri” e a far entrare nella stanza altre persone. Una collega dà l’allarme. I militari intervengono d’urgenza nell’hotel “Le Chateau”, usato come centro accoglienza nella zona di Varcaturo, liberano la vittima e bloccano il 26enne nigeriano, che dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Poggioreale.

Il nigeriano, a Napoli da settembre, ora è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale, anche se non c’è stata la consumazione di un rapporto fisico. Nella struttura di accoglienza di Varcaturo sono ospitati 85 migranti. Non si sono verificati episodi gravi nè ci sono state in passato tensioni tra abitanti della zona e residenti.

“Non mi ha violentata – racconta la donna – si è abbassato i pantaloni e ha fatto cose sue. Ha raccontato che non aveva una donna da tre anni e chiedeva chiarimenti sul suo documento, scaduto oggi. Certo rimanere chiusa con lui non è stato piacevole, a un certo punto ha battuto anche i pugni sul tavolo. Ma non mi ha violentata, questo no”.

Il caso ha suscitato scalpore soprattutto dopo la prima ricostruzione parziale. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha scritto su Facebook: “Un “bravo migrante” africano di 25 anni, ospite (a spese nostre) di un centro di accoglienza per presunti profughi vicino a Napoli, ha sequestrato e violentato una operatrice della struttura che lo accoglie. È stato arrestato, ma non basta. Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura”.

In alcuni alberghi della zona, poi riconvertiti, hanno trovato accoglienza numerosi migranti. E tantissimi sono quelli che hanno già avviato un percorso di integrazione anche grazie all’opera di strutture di volontariato.


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