Afghanistan, un’orchestra di 29 ragazze sfida i divieti talebani

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Un’orchestra di 29 ragazze che sfida i divieti dei talebani. L’orchestra si chiama “Zohra” ed ha concluso martedì il suo primo tour in Europa partendo dal Forum di Davos.

Melodie orientali e occidentali. Strumenti a corda, a fiato e a percussione. Un’orchestra insolita, composta da pioniere nel loro genere. Negin Khpolwak, ventenne, conduttrice dell’orchestra, rivela al “Corriere della Sera”: “Nagira è la prima violoncellista afghana, mentre Gulalai e Huma sono le prime suonatrici di sitar”.

A Ginevra, hanno ricevuto il premio “Freemuse”. Negin spiega: “Gli afghani amano la musica. Prima dei talebani, c’erano cantanti donne, anche se i musicisti erano per lo più uomini. In Afghanistan, molte persone non sono istruite, vivono nei villaggi, non lasciano che le figlie vadano a scuola perché credono che il loro posto sia a casa. Ma anche noi siamo esseri umani, e tutti gli esseri umani devono studiare”. La ragazza ha paura di tornare nel suo paese: “La gente sa che sono una musicista, mi hanno vista in tv e mi considerano una cattiva ragazza. Mio padre è stato l’unico a sostenermi, ma i miei zii hanno minacciato di ucciderlo. Dicono: “Come può una ragazza pashtun suonare?”. Nella nostra tribù non hanno diritto a farlo neppure gli uomini”.

I tre fratelli di Negin ed i suoi genitori sono dovuti scappare a Kabul per evitare le ritorsioni dei parenti. Nonostante la paura, lei precisa in futuro vorrà tornare in Afghanistan e dirigere l’orchestra nazionale: “Non intendo sposarmi. Non mi arrenderò mai”.


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