Romania, misure “salva corrotti” creano il caos, scontro anche con Ue

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La situazione in Romania è sull’orlo del precipizio. La crisi istituzionale romena si aggrava e diventa contemporaneamente scontro sempre più duro tra Bucarest e l’Unione europea.

Mentre i manifestanti a migliaia hanno riempito le piazze della capitale e delle altre principali città contro le misure salva corrotti del governo, la Commissione europea ha espresso la sua “forte preoccupazione” per le modifiche al codice penale romeno in materia di corruzione, e ha messo in guardia lo Stato membro contro ogni passo indietro: “La lotta contro la corruzione deve fare progressi, andare avanti, e non essere sconfitta”, hanno dichiarato il presidente della Commissione stessa, Jean-Claude Juncker, e il primo vicepresidente Frans Timmermans.

L’esecutivo infatti ha approvato per decreto ieri a tarda serata misure di alleggerimento delle pene per un complesso di reati minori e per casi particolari, come donne detenute con figli piccoli. Misure di alleggerimento delle pene di cui beneficeranno inevitabilmente – dicono l’opposizione e la Ue – i politici romeni indagati, condannati o sospettati di corruzione d’ogni tipo, malversazione, abusi di potere. Il progresso nella lotta alla corruzione è invece “essenziale”, ammonisce la commissione.

Le piazze di Bucarest non si fermano nonostante un rigido inverno con temperature attorno ai 7 gradi sotto zero di giorno. Ad alcune dimostrazioni ha partecipato, significativamente, anche il capo dello Stato, il centrista conservatore Klaus Iohannis. Il Consiglio superiore della magistratura romeno si prepara intanto a passi legali, probabilmente anche davanti alla Corte costituzionale, contro quello che definisce “il più grave passo indietro da quando dieci anni fa siamo entrati a far parte dell’Unione europea”.

La Romania è il più grande Stato balcanico, e da un punto di vista demografico, economico, politico il più importante membro della Ue e della Nato nella regione. Vanta un’impetuosa crescita economica grazie sia al dinamismo proprio, sia agli aiuti Ue, sia ai forti investimenti francesi, italiani, tedeschi e di altri paesi. Ma due problemi affliggono il paese: le disparità sociali, con una diffusa povertà che spinge tuttora all’emigrazione e ha favorito i socialisti alle elezioni creando voglia di più giustizia sociale. E dall’altro la corruzione, diffusa appunto soprattutto nei ranghi del Psr, ai massimi livelli in Europa.


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