Orgie in canonica a Padova, il don verso la sospensione “a divinis”

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Sacerdote indagato per violenza e sfruttamento della prostituzione. È successo a Padova. La diocesi attende i risultati dell’indagine della magistratura. Don Andrea, questo il nome del sacerdote, è sotto accusa per presunti reati a sfondo sessuale. Il vescovo e il tribunale ecclesiastico parlano di “certezza delle responsabilità del prete”.

Il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, dichiara: “Purtroppo abbiamo maturato la certezza di sue gravi responsabilità morali. Si tratta di comportamenti inaccettabili per un prete, per un cristiano e anche per un uomo. Prendiamo assoluta distanza da qualsiasi condivisione o giustificazione di quanto è stato vissuto: sono intollerabili semplicemente. Questi comportamenti immorali sono stati ammessi di fronte a me, al vicario generale e al tribunale ecclesiastico in questi giorni”.

Il don era stato accusato ai carabinieri dalla sua prima amante. Le forze dell’ordine avevano così effettuato un blitz in canonica, da cui emerse una raccolta di sex toys e dvd pornografici. Il vescovo prosegue: “In questi giorni sono state tante le attestazioni di vicinanza che vorrei condividere con tutti. Tra queste una con valore particolare per me. Sabato 28 alle 18.30 mi ha telefonato Papa Francesco e mi ha incoraggiato ad essere forte nel portare avanti questo doloroso e impegnativo momento della chiesa padovana. Lo stile di vita di don Andrea non è stato consono con gli obblighi di un prete. Il contrasto tra lo stato laicale e lo stile di vita è così grave e profondo da rendere don Andrea non idoneo ad esercitare il ministero”.

Ancora qualche incertezza per l’altro prete indagato, il vescovo ha detto che “non c’è riscontro né responsabilità penale e il suo coinvolgimento ci risulta essere stato parziale e occasionale. Comunque non accettabile per un sacerdote”.


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