Ucraina, non si fermano scontri: almeno 34 morti negli ultimi giorni

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In Ucraina continua la guerra anche se se  ne parla poco. Nelle ultime settimane di scontri tra esercito ucraino e ribelli separatisti filo-russi si sono fatti più intensi: solo a dicembre sono rimasti uccisi 17 soldati ucraini e una quindicina di ribelli.

La guerra che si sta combattendo in Ucraina è iniziata quasi tre anni fa. Dall’inizio del 2015 è in vigore una tregua, che fu accettata dalle parti durante i colloqui di pace che si tennero a Minsk, la capitale bielorussa, e che coinvolsero anche alcuni leader europei e la Russia. Da allora le violenze sono diminuite ma la guerra non è finita.

Sette persone sono state uccise e 41 ferite in attacchi, dall’inasprirsi delle violenze nel Donbass. Lo ha reso noto l’UNHCR Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Siamo seriamente preoccupati per la grave situazione umanitaria e la situazione dei diritti umani nella parte orientale dell’Ucraina, dove c’è una escalation dei combattimenti lungo la linea di contatto: dal 29 gennaio a questa mattina sono state uccise almeno sette persone, 41 sono rimaste ferite”, ha detto la portavoce Ravina Shamdasani.

Attualmente, l’UNHCHR sta verificando il numero di morti e feriti, nella regione di Donetsk, e ad Avdeevka, epicentro degli scontri. Due ospedali sarebbero stati danneggiati, una clinica, un clinica odontoiatrica, tre scuole e un asilo. Il personale UNHCHR a Donetsk hanno riferito che le esplosioni sono state sentite per cinque giorni dal 29 Gennaio al 2 Febbraio.

“Le forze governative e i gruppi armati dovrebbero prendere tutte le misure possibili per evitare danni ai civili e danni a beni di carattere civile”, ha detto Shamdasani. “Si dovrebbe fare una pausa nei combattimenti immediatamente per evitare altre vittime e contribuire a riparare infrastrutture vitali” ha aggiunto.

Almeno 34 persone sono morte negli ultimi giorni nel conflitto del Donbass, da domenica segnato da nuovi combattimenti: emerge dai dati pubblicati dai separatisti e dallo stato maggiore ucraino. Secondo Kiev dal 31 gennaio ad oggi sono stati uccisi 10 soldati, 66 i feriti. I separatisti dell’autoproclamata repubblica di Donetsk denunciano nell’ultima settimana 18 uccisi e 26 feriti oltre a sei morti e 34 feriti tra i civili.

I recenti scontri tra soldati ucraini e separatisti filo-russi sono cominciati nella zona di Donetsk, la più importante città ucraina finita sotto il controllo dei ribelli. Non è chiaro chi abbia preso l’iniziativa militare: l’esercito ucraino ha detto che i ribelli hanno attaccato Avdiivka, a circa 20 chilometri da Donetsk, usando razzi e colpi di artiglieria; i ribelli hanno accusato a loro volta l’esercito.

Intanto stanno andando avanti le operazioni di evacuazione di Avdivka: molti civili stanno lasciando le loro case per spostarsi nelle città vicine ed evitare le violenze.

Negli ultimi mesi il governo ucraino ha espresso più volte la sua preoccupazione per l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Trump non ha mai nascosto la sua volontà di collaborare con la Russia, che è considerata dall’Ucraina un paese aggressore, e ha accennato alla possibilità di eliminare le sanzioni che la precedente amministrazione aveva imposto alla Russia per l’annessione della Crimea, avvenuta in maniera illegale.

 


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