Europa a due velocità: Merkel rilancia la sua proposta per il futuro

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“Il futuro dell’Unione europea potrebbe essere a differenti velocità”, ha affermato Angela Merkel. I leader europei potrebbero impegnarsi in tal senso fin dal prossimo 25 marzo, quando si incontreranno a Roma per le celebrazioni del 60esimo anniversario del Trattato che ha istituito la Comunità. In quell’occasione i 27 Paesi della Ue tracceranno la tabella di marcia da seguire per il dopo Brexit.

Lo riferisce la Frankfurter Allgemeine. ‘Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità e che non tutti parteciperebbero ogni volta ai tutti i passaggi dell’integrazione’, ha detto la cancelliera dopo il Consiglio europeo informale di Malta.

Il punto chiave dell’Ue a “velocità differenti” sarebbero l’euro e la gestione della politica monetaria. La Germania è stanca di tassi di interesse praticamente a zero e del QE di Mario Draghi che serve agli occhi dei tedeschi solo ai paesi più in difficoltà. Dalla Bundesbank alla associazione delle imprese, in Germania si moltiplicano gli attacchi alla Bce e l’annuncio della Merkel cela il progetto non nuovo di varare un euro di serie A (Germania, Francia e paesi del Nord Europa) e un euro di serie B (Italia e paesi del Mediterraneo). In questo ci sarebbero due banche centrali differenti e i tedeschi potrebbero avere tassi di interesse più alti rispetto a quelli attuali.

Sullo sfondo delle parole della Merkel a Malta, vi è una campagna elettorale tedesca che si gioca anche sullo spauracchio di una Grexit, un’uscita della Grecia dall’euro, che potrebbe avvenire agli inizi della prossima estate. La Grosse Koalition della Cancelliera litiga apertamente, con un attacco di Sigmar Gabriel al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, sferrato nei giorni scorsi, un attimo prima di lasciare il ministero dell’Economia per quello degli Esteri.

Gabriel ha scritto alla cancelliera una lettera per lamentarsi, in sostanza, dell’ostinazione con cui il collega-falco perseguirebbe obiettivi irrealistici, rischiando di provocare una nuova crisi, che potrebbe ricordare quella traumatica vissuta nel giugno 2015. Per Schaeuble, per ottenere risultati dal governo Tsipras, è necessario invece – scrive Hb – che la pressione resti elevata.

E ieri anche Merkel ha fatto pressione sul premier greco a Malta, perché collabori con le istituzioni. Gabriel, dal canto suo, ha espresso “molta preoccupazione” per il dibattito sulla Grecia. “Le posizioni del ministro delle Finanze e quella del Fmi sono così lontane che un accordo è quasi escluso”, ha scritto nella lettera. Uno dei punti di disaccordo è la pretesa di Schaeuble che Atene mantenga un surplus di bilancio del 3,5%, per i prossimi 10 anni.

Secondo il ministro delle Finanze: “Se la Grecia continua a non fare quello che deve, alla lunga non va. Se Tsipras mantenesse il 60% di quello che ha sottoscritto, la Grecia avrebbe uno sviluppo positivo”. “Io sono molto generoso”, ha anche risposto piccato, secondo quanto riportano media tedeschi. “Siamo stati generosi e lo saremo di nuovo”, ma il problema resta la “competitività di Atene”.

L’Italia è sempre stata favorevole a procedere su una tale strada. La Francia pure, ma con qualche titubanza relativamente al profilo della nuova sovranità condivisa con più Paesi (come è noto la Francia è uno delle nazioni più ‘sovraniste’). La Germania, invece, è stata sempre molto cauta su doppie o triple velocità, preoccupata per le conseguenze dell’integrità del mercato unico. Ma ora, con Brexit, l’idea di un mercato unico ‘perfetto’ è seriamente messa in dubbio. Si vedrà che cosa uscirà dal negoziato con i britannici.


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