Italiano condannato all’ergastolo a Londra trovato morto in carcere

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È morto nel carcere di Belmarsh, sud-est di Londra, il 50enne di origine italiana Stefano Brizzi, condannato lo scorso dicembre all’ergastolo per aver ucciso un poliziotto e averne smembrato il cadavere dopo un incontro gay nella capitale britannica.

A dicembre la condanna all’ergastolo per aver ucciso, fatto a pezzi e sciolto nell’acido l’agente Semple. Ha deciso così il tribunale di Londra che ha giudicato Stefano Brizzi, 50 anni: lo scorso aprile l’agente di polizia Gordon Sample era scomparso. Il suo corpo fu trovato sei giorni dopo, fatto a brandelli, in una vasca piena di acido.

Brizzi è stato trovato morto in galera, ne danno notizia le autorità della prigione che non precisano però le cause del decesso e annunciano l’avvio di una inchiesta. I media britannici scrivono che l’uomo si sarebbe suicidato, ma non ci sono conferme.

Brizzi viveva a Londra da alcuni anni: 50 anni, ex web developer di Morgan Stanley, era stato giudicato colpevole a novembre. Secondo quanto risultato dalle indagini, Brizzi era particolarmente attivo nella comunità gay londinese ed era iscritto a numerosi siti di incontri online.

Avrebbe attirato l’agente nella sua casa per un incontro a base di sesso e droga, per poi ucciderlo strangolandolo. Quindi avrebbe fatto a pezzi il corpo e avrebbe tentato di scioglierlo nell’acido, proprio come aveva visto fare nella serie tv «Breaking Bad».

Ai vicini di casa che, insospettiti dall’odore, si erano presentati alla sua porta, aveva raccontato che stava cucinando per un amico, mentre in realtà aveva già cucinato parti del corpo di Sample. Durante il processo, sono state avanzate anche accuse di cannibalismo nei confronti di Brizzi: sulle costole dell’agente ucciso sono stati trovati segni di morsi. Brizzi però si è sempre difeso dalle accuse dicendo che l’uomo sarebbe rimasto soffocato da un guinzaglio nel corso di un gioco sessuale.


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