Licenziamenti, la catena Carrefour manda a casa 620 dipendenti

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La catena di supermercati Carrefour mantiene la promesse avvia la procedura per 620 licenziamenti nei suoi ipermercati nonostante le agitazioni da parte dei dipendenti in questo difficile inizio di 2017. Soltanto un paio di settimane fa la notizia era arrivata ai sindacati e oggi la catena ha aperto la procedura di mobilità che va a toccare oltre 600 lavoratori, dislocati su una trentina di ipermercati italiani.

Di questi, 270 sono distribuiti su Burolo (To), Vercelli, Massa Carrara (Ms), San Giuliano (Mi), Portogruaro (Ve), Marcon (Ve), Camerano (An), Frosinone e Lucca. Altri 239 sono distribuiti su altri 21 ipermercati: Assago (Mi), Paderno Dugnano (Mi), Limbiate (Monza e Brianza), Grugliasco (Torino), Giussano (MB), Gallarate (Va), Thiene (Vi), tavagnacco (Ud), Lucca, Pinerolo (To), Collegno (To), Torino, Quartu Sant’Elena (Ca), Marcianise (Ce), San Sperate (Ca), Roma, Novara, gavirate (Va), Borgosesia (Vc), Gallarate (Va). Poi ci sono 111 lavoratori di due iper che il gruppo vorrebbe chiudere: Trofarello (To) e Borgomanero (Novara).

Nell’ultimo trimestre dello scorso anno si è registrato però un calo dell’1,2%. Il gruppo francese in Italia si appresta a chiudere in rosso anche il 2016 dopo un 2015 in perdita per 166 milioni e il 2014 a meno 200 milioni. Dal canto suo il sindacato punta alla ricollocazione dei 111 lavoratori dei due iper a rischio chiusura nei Carrefour market (supermercati) o nei negozi di prossimità (express).
Ora parte il confronto azienda-sindacato. Carrefour in Italia controlla tre società. Ssc srl che gestisce gli iper è quella in cui è concentrata la crisi. Poi ci sono Gs spa e Di per Di srl che gestiscono rispettivamente i supermarket con l’insegna Carrefour market e i negozi di prossimità con l’insegna Carrefour express: qui gli affari vanno meglio e infatti non sono previsti tagli al personale. Gli ultimi dati forniti dal gruppo parlano di un fatturato in crescita in Italia dello 0,9% nel 2016 rispetto al 2015.

Per gli esuberi la richiesta è di evitare i licenziamenti grazie agli ammortizzatori sociali (cassa o solidarietà). «Con questa ultima presa di posizione da parte della multinazionale viene di fatto sancito il fallimento delle strategie aziendali rispetto alla situazione di crisi in cui versa il mercato distributivo — attacca Fabrizio Russo della segreteria Filcams Cgil — a partire dalla indiscriminata liberalizzazione degli orari di apertura, 365 giorni all’anno 24 ore su 24, dall’implementazione delle terziarizzazioni e dall’utilizzo dei voucher». “Dopo anni di sacrifici da parte dei circa 20mila dipendenti Carrefour, la risposta da parte della società è stata la dichiarazione di 500 esuberi”, oltre alla chiusura di altri ipermercati. Nessun commento da parte dell’azienda.

 

Dal canto loro i rappresentanti dei lavoratori intendono chiedere al più presto un incontro con l’azienda per conoscere il piano industriale. Il calendario prevede che ci siano 45 giorni di tempo per raggiungere un accordo sindacale sulla mobilità, più altri trenta in sede ministeriale.

 

A livello di numeri, in Italia nel 2016 la catena francese ha segnato poco meno di 6 miliardi di vendite. Ai tempi della prima uscita della notizia sugli esuberi, Carrefour ha fatto sapere che il piano di riorganizzazione coinvolge in realtà 32 punti vendita lungo la Penisola del formato “Ipermercati”, indicando i due ipermercati piemontesi da chiudere e una revisione del modello organizzativo di altri 30 ipermercati sul territorio nazionale. Non ha fatto menzione invece del negozio campano.


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