Strage d’innocenti, 8 bimbi morti in 20 giorni nella Terra dei Fuochi

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“Negli ultimi 20 giorni sono morti di tumore otto bambini”, la loro unica colpa era di abitare nella Terra dei Fuochi. La denuncia viene dalle mamme aderenti al “Comitato vittime della Terra dei fuochi” che hanno manifestato ancora una volta, la propria disperazione. Un inesorabile atto d’accusa per chi sta facendo troppo poco per queste aree martoriate.

Le mamme si sono riunite il 6 febbraio, davanti alla Prefettura di Napoli, in piazza del Plebiscito, mentre era in corso una riunione su Bagnoli con il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. Il sit-in di protesta è stato organizzato per richiamare una maggiore attenzione, da parte delle istituzioni, sulle tragiche condizioni in cui versa l’area compresa tra Napoli e Caserta, distrutta da roghi e rifiuti tossici.

Le vittime

Il più piccolo si chiamava Davide e quando se ne è andato aveva sette mesi. Ad ucciderlo, per i sanitari che l’hanno curato, è stato un rarissimo tumore all’addome. Ma quelli che gli hanno voluto bene sono convinti che ad avvelenarlo siano stati i rifiuti interrati in quel pezzo maledetto di Campania che noi chiamiamo terra dei fuochi. Davide ha vissuto il suo pezzetto di vita ad Acerra dove abitava Mariana, una bellissima bambina che dalle foto sorride vestita da Minny. È morta il 23 gennaio: aveva sette anni e per quattro anni era stata una guerriera infaticabile contro il male che voleva portarla via, un tumore che dai polmoni era arrivato al cervello. Lo stesso che qualche giorno prima, il 12 gennaio, aveva spazzato via la vita di Giuseppe, 11 anni, di Sant’Antonio Abate: anche lui prima di arrendersi aveva combattuto eroicamente per tre anni. Francesco, anche lui 11 anni di Casalnuovo, ha ceduto il giorno dopo. E poi ci sono Tonia di Melito, Sara di Miano, e un altro Francesco, un po’ più grande dell’altro, aveva 18 anni, di Caserta. Bambini che hanno vissuto, hanno sofferto, sono morti: non sono solo un numero, anche se noi impariamo a conoscerli solo perché ieri un gruppo di genitori furiosi ha deciso di protestare davanti alla prefettura di Napoli, dove si discuteva della bonifica di Bagnoli.

Una prima risposta i papà e le mamme l’hanno trovata nei dati diffusi gli scorsi anno dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Nello studio «Sentieri» nel 2016, si sottolinea un «eccesso» di tumori tra i bambini nella terra dei fuochi già all’età di un anno. Il Rapporto riguarda 32 Comuni della Provincia di Napoli e 23 della Provincia di Caserta e conferma come in queste si muore di più, si registrano più ricoveri e ci si ammala molto di più di tumore. E l’allarme riguarda in primo luogo proprio i bambini. E non solo: l’Iss rileva pure «un’elevata prevalenza alla nascita di malformazioni congenite in aree caratterizzate anche dalla presenza di siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi».

Un altro aspetto importante, rileva l’Istituto, è la deprivazione socioeconomica: i bambini che vivono in zone povere che risultano i più vulnerabili. I ricercatori sottolineano però che i risultati del piano di sorveglianza epidemiologica hanno evidenziato un «carico di patologie, nell’area in esame, per il quale le esposizioni a emissioni e rilasci dei siti di smaltimento e combustione illegale dei rifiuti possono avere svolto un ruolo causale o concausale».

Le mamme sono disperate: “Questi bambini non riposeranno mai in pace, perché per loro non c’è giustizia”. Del resto, che sia allarmante la situazione epidemiologica nell’area relativa ai 55 comuni della Terra dei fuochi è stato confermato dall’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità.

Nella parte riguardante lo smaltimento illegale dei rifiuti, il cosiddetto “studio Sentieri”, l’Iss scrive che si registra un incremento significativo del numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per forme tumorali varie. Mentre per le patologie oncologiche del sistema nervoso centrale la fascia di età è più ampia: tra 0 e 14 anni.

 


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