Alzheimer, mangiare molta uva aiuta la prevenzione

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Secondo una ricerca americana seguire una dieta ricca d’uva può prevenire l’insorgere dell’Alzheimer. Il merito è degli antiossidanti capaci di migliorare il flusso sanguigno e la memoria.

A condurre la ricerca è un gruppo di studiosi dell’università della California di Los Angeles. Dallo studio è emerso che due tazze d’uva al giorno per un periodo di sei mesi riducono il rischio di ammalarsi della malattia neuro-degenerativa diffusa in Italia e nel mondo.

Nel corso della ricerca, un gruppo di volontari è stato diviso in due: ad una parte è stata somministrata una polvere d’uva, all’altra un placebo molto simile all’uva ma senza polifenoli. Grazie all’esperimento si è potuto constatare che solo coloro che aveano mangiato la polvere presentavano un aumento del metabolismo delle zone del cervello fondamentali per la memoria e l’apprendimento.

I ricercatori sostengono quindi che l’uva apporta benefici sia a livello neurologico che al sistema cardiovascolare. I polifenoli presenti nel frutto hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. L’uva è anche capace di ridurre lo stress.

L’Alzheimer è una malattia che si contraddistingue per il deterioramento della memoria e di altre funzioni cognitive. Si stima che tra il 4 e il 6% delle persone con più di sessantacinque anni sia affetto da demenza.

Le cause della malattia non sono ancora chiare. Nel cervello delle persone affette da tale malattia c’è un eccessivo numero di proteine e la morte precoce delle cellule cerebrali, i neuroni. L’evoluzione della demenza segue delle fasi: nella prima il malato non è più in grado di svolgere le attività di base della vita quotidiana, come l’igiene personale e l’alimentazione; col passare del tempo la malattia colpisce le capacità motorie come la deambulazione e la deglutizione; nella fase terminale il paziente è ormai indebolito e l’insorgenza ulteriori complicanze nell’organismo lo portano alla morte. La durata media della malattia è di 10-15 anni.


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