Gentiloni a Londra da May: “Negoziato difficile, che sia costruttivo”

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Il Premier Gentiloni ha incontrato oggi il primo ministro britannico Theresa May, al temi dell’incontro ha voluto sottolineare che gli italiani “Rispettano” la decisione degli elettori britannici sulla Brexit: “sappiamo che non sarà un negoziato semplice e che dobbiamo affrontarlo e, questo sarà l’atteggiamento italiano, in modo amichevole e costruttivo. Non abbiamo alcun interesse ad un negoziato distruttivo tra l’Ue e il Regno Unito”.

Anche perché, ha aggiunto Gentiloni, “la cooperazione economica tra i due Paesi è molto importante, nella fase che ci attende. Non solo per il negoziato tra Uk e Ue, ma anche per la fase che sta attraversando l’Italia di crescita e ripresa, anche se ancora lenta rispetto a quello che avremmo voluto, ma prosegue un percorso di riforme e attuazione delle riforme”.

Al centro dei colloqui con la premier britannica, i grandi dossier del momento: dal futuro dei rapporti fra Gran Bretagna e Ue alla luce del via libera ai negoziati sulla Brexit dato ieri dalla Camera dei Comuni; alle crisi del Medio Oriente (Siria, Iran, conflitto israelo-palestinese); alla questione dei migranti e della situazione nel Mediterraneo, con la Libia in primo piano; fino alla dialettica sui rapporti con la Russia, a livello Nato e non solo, anche sullo sfondo della novità rappresentata dalla presidenza di Donald Trump negli Usa. Il cui bando sull’immigrazione ai musulmani di sette specifici Paesi costringe la May, anche in questa occasione, a ribadire la sua contrarietà dopo l’iniziale e criticatissimo tentativo di restare neutrale. “Pensiamo che l’ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti sia stato sbagliato, fonte di divisione”.

“L’interesse comune è quello di rassicurare i cittadini italiani che vivono nel Regno Unito e britannici che vivono in Italia sul fatto che i loro diritti acquisiti saranno rispettati e trattati in condizioni di reciprocità, quindi trattati bene”. Ha detto ancora Gentiloni. Da parte della presidenza italiana del G7 “non c’è alcun invito al presidente Putin a partecipare al vertice di Taormina”, “prospettiva che al momento mi pare irrealistica”. Resta tuttavia la necessità di “fare ogni sforzo possibile sul terreno del dialogo” con Mosca, anche attraverso la presidenza italiana del G7.

Sull’immigrazione Gentiloni  ha affermato. “Lavoreremo insieme alla stabilizzazione della Libia” ha assicurato Gentiloni, reduce dall’approvazione che in ambito Ue ha ricevuto l’accordo stipulato da Roma con il governo libico di riconciliazione nazionale per fermare le partenze con un rafforzamento del controllo delle coste da parte delle forze di polizia del Paese nordafricano e la gestione del flusso migratorio in campi di accoglienza sul posto. Gentiloni ha anche annunciato che “domani, in Consiglio dei Ministri, il governo affronterà sul piano interno il tema di nuove norme sull’immigrazione”.

 

Da parte sua, Theresa May ha affermato che in Gran Bretagna “arriveranno altri 20mila rifugiati”. “Abbiamo dei programmi speciali per i bambini più vulnerabili che provengono dal Medio Oriente, dall’Africa e in particolare dalla Siria – ha aggiunto la premier – alcuni di loro saranno trasferiti dal Centro Europa nel Regno Unito per riunirsi con le loro famiglie. La Gran Bretagna sta dando un significativo sostegno finanziario alla crisi umanitaria in Siria con 2,3 miliardi di sterline”.

Theresa May ha riconosciuto come all’Italia tocchi il ruolo di “primo destinatario” dei flussi migratori in Europa, “ma questo non vuol dire che sia solo un problema dell’Italia. E’ di tutti e dobbiamo lavorare insieme per trovare soluzioni” in grado di evitare ai rifugiati di “rischiare la vita in viaggi così pericolosi”. Anche la premier britannica ha evidenziato l’importanza di “un approccio complessivo” sul tema dell’immigrazione, come è emerso al vertice di Malta della settimana scorsa. May ha quindi assicurato che “faremo tutto il possibile per proteggere donne e bambini dal traffico di esseri umani e sono grata alla presidenza italiana per aver posto per la prima volta” questo tema “nell’agenda del G7”.

Sull’accordo tra Italia e Libia per il contrasto all’immigrazione clandestina si è pronunciato anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano a margine di un incontro a Roma con il vice premier di Tripoli Ahmed Maiteeq, definendolo “un bell’accordo” ma “non è una bacchetta magica”, “non significa che domattina si risolvono tutti i problemi”. L’intesa, ha spiegato il ministro, “significa che finalmente dall’altra parte del Mediterraneo c’è qualcuno in grado di firmare”.


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