Manovra bis: aumenti su benzina e sigarette, tagli ai ministeri

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Sono ore frenetiche quelle che stanno vivendo Padoan e la sua équipe al Tesoro per varare la cosiddetta “manovra bis” e far quadrare i conti con l’Europa. Le misure di questa “manovrina” dovrebbero prevedere:  2,5 miliardi di maggiori entrate (con aumento della benzina e delle sigarette) e 800 milioni di tagli di spesa ai ministeri.

Fonti comunitarie indicano che non c’è alcun tipo di ultimatum per l’Italia: il vicepresidente Dombrovskis, responsabile dell’euro, e il commissario agli Affari economici Moscovici hanno preso atto degli impegni di Padoan, nei confronti del quale c’è piena fiducia.

Bruxelles, con la sua ramanzina sul debito pubblico, continua ad essere una tegola per l’Italia, come una spada di Damocle da evitare per il ministro dell’economia, il quale sta tentanto di arginare in tutti i modi una possibile sanzione comunitaria. Da qui, le due mosse per recuperare quei 3,4 miliardi chiesti dall’Ue (anche se l’Italia spera che il tutto si riduca a circa 2,5 miliardi). “Entro fine febbraio è atteso il decreto che porterà a ritoccare le accise su tabacchi e carburanti. Il primo intervento correttivo potrebbe essere finalizzato a finanziare un apposito Fondo dove far confluire le risorse recuperate con l’aumento delle accise sulla benzina di almeno 2 centesimi come fu fatto per il 30 maggio del 2012 per il sisma dell’Emilia. Se si aggiunge poi il ritocco verso l’alto del prelievo sui tabacchi si arriverebbe a recuperare circa 1,5 miliardi”, si apprende da alcune fonti finanziarie.

C’è poi la questione Iva. Un aumento dell’aliquota sembra, al momento, scongiurato,  tramite la lotta all’evasione  che dovrebbe portare in cassa almeno un altro miliardo di euro.

Inoltre, per far quadrare la spesa pubblica, il Governo dovrebbe intervenire con tagli ai ministeri. Tre i dicasteri sotto la lente di ingrandimento dei tecnici dell’economia: Sanità, Difesa e Infrastrutture. In particolare, sulla Sanità, al fine di evitare inutili sprechi, Padoan punta a fissare un prezzo standard per beni e servizi, come già avvenuto con le siringhe.

Se non dovesse bastare, l’ultima mossa sarebbe infine quella di “tagliare il tagliabile” attraverso un nuovo programma di spending review


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