Impiegati pubblici, l’idea della ministra Madia: lavorare da casa

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Continuano le novità per la pubblica amministrazione. La riforma Madia, in sviluppo, introduce la novità del “telelavoro”. La possibilità, compatibilmente con il proprio incarico, di lavorare da casa e non doversi recare in ufficio.
Il dipendente pubblico dovrà fare richiesta per potere lavorare “a distanza”. L’ente per il quale dipende doterà l’impiegato di tecnologie messe a sua disposizione per svolgere il lavoro da casa. Per conciliare l’asse lavoro-vita privata, saranno previste anche le possibilità di convenzioni sconto con gli asili nido ed agevolazioni per particolari situazioni familiari.

Entro il 2018, almeno il 10% dei dipendenti pubblici, si potrà avvalere della possibilità di telelavoro. Verrà disposta anche la possibilità di organizzare campi estivi per i figli dei lavoratori durante il periodo di chiusura delle scuole. Tutte agevolazioni pensate in ottica assenteismo, in modo da ridurre al minimo le motivazioni che potrebbero portare un dipendente a non andare a lavorare.

Oggi, il nuovo “Testo unico del pubblico impiego” sarà visionato da Cgil, Cisl e Uil. Entro il 28 febbraio verrà posto all’attenzione del consiglio dei ministri.

Al momento, secondo gli ultimi dati del Conto annuale della Ragioneria dello Stato, gli statali che usufruiscono del telelavoro sono quasi pari a zero. Il part time è al 5,6%.

La ministra della pubblica amministrazione, Marianna Madia, continua a lavorare insieme alla sottosegretaria Maria Elena Boschi, che ha la delega alle parti opportunità. La riforma Madia è in costruzione, in direzione di un pubblico impiego sempre più ‘family firendly’.


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