Il Papa condanna i preti pedofili: “Come si può causare tanto male?”

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Papa Francesco si espone sull’argomento della pedofilia all’interno della Chiesa. “Come può un prete, al servizio di Cristo e della sua chiesa, arrivare a causare tanto male?”. Una questione che Jorge Bergoglio pone nella prefazione del libro “La perdono, padre”, scritto dal francofono Daniel Pittet. Lo svizzero racconta gli abusi subiti sulla sua pelle da un sacerdote, perdonandolo. Una storia che ha appassionato il Papa, che ha voluto partecipare allo scritto.

Francesco chiede perdono: “La pedofilia è una mostruosità assoluta, un orrendo peccato”. Perdono, ma mano rigida. Ricorda, infatti, che è dovere della Chiesa essere estremamente severi coi preti molestatori e con chi prova a difenderli.

Il Santo Padre scrive: “Per chi è stato vittima di un pedofilo è difficile raccontare quello che ha subito, descrivere i traumi che ancora persistono a distanza di anni. Per questo motivo la testimonianza di Daniel Pittet è necessaria, preziosa e coraggiosa. Chiedo perdono per i preti pedofili: un segno del diavolo, saremo severissimi”.

Jorge Mario Bergoglio ha conosciuto Pittet nel 2015 e racconta: “Non potevo immaginare che quest’uomo entusiasta e appassionato di Cristo fosse stato vittima di abusi da parte di un prete. Eppure questo è ciò che mi ha raccontato e la sua sofferenza mi ha colpito. Ho visto ancora una volta i danni causati dagli abusi sessuali e il lungo e doloroso cammino che attende le vittime. Sono felice che altri possano leggere oggi la sua testimonianza e scoprire a che punto il male può entrare nel cuore di un servitore della Chiesa. Come può un prete aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli in quello che ho chiamato ‘un sacrificio diabolico’, che distrugge sia la vittima sia la vita della Chiesa? Alcune vittime sono arrivate fino al suicidio. Questi morti pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza e su quella di tutta la Chiesa. Alle loro famiglie porgo i miei sentimenti di amore e di dolore e, umilmente, chiedo perdono. Gesù usa parole molto severe contro tutti quelli che fanno del male ai bambini”.

Il Papa conclude: “Daniel ha scelto di incontrare il suo aguzzino quarantaquattro anni dopo, e di guardare negli occhi l’uomo che l’ha ferito nel profondo dell’animo. E gli ha teso la mano. Il bambino ferito è oggi un uomo in piedi, fragile ma in piedi. Sono molto colpito dalle sue parole: “Molte persone non riescono a capire che io non lo odii. L’ho perdonato e ho costruito la mia vita su quel perdono””.

Il libro verrà pubblicato da Piemme e dalla Libreria editrice vaticana.


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