Giornata mondiale dell’epilessia, malattia diffusa e poco conosciuta

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Oggi, si celebra la Giornata mondiale dell’epilessia. L’obiettivo principale è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo questa malattia, molto diffusa ma poco conosciuta e in particolare sui problemi che devono affrontare ogni giorno le persone che ne sono affette.

Altro scopo di questa Giornata è quello di contrastare efficacemente, attraverso l’informazione, i pregiudizi che accompagnano chi soffre di questa patologia e raccogliere fondi: in Italia se ne occupa la Lice (Lega italiana contro l’epilessia). Iniziativa di quest’anno dell’associazione è stata quella di illuminare di viola alcuni dei nostri monumenti più importanti per far capire la necessità di far uscire fuori dall’ombra una patologia, che pur essendo comune rimane poco conosciuta.

Cosa sappiamo della malattia 
L’epilessia è una malattia sociale che si caratterizza per un insieme di disturbi cerebrali che possono anche compromettere o invalidare fortemente la vita sociale del soggetto che ne è colpito.

Nel mondo sono 65milioni le persone che ne soffrono, 500mila solo in Italia. Le convulsioni, che sono il sintomo principale con cui tende a manifestarsi questa patologia, possono anche consistere in una sorta di imbambolamento del soggetto, oppure causarne la caduta, tremori e scosse a causa di violenti movimenti convulsivi dei muscoli, o la perdita di consapevolezza di quanto sta accadendo attorno a sè.

In Italia l’epilessia colpisce 500 mila persone e ogni anno si registrano 25 mila nuovi casi, ricorda la Sin. Nel mondo si stima che da 5 a 10 persone su mille siano affette dalla patologia che riguarda soprattutto bambini, adolescenti e over 65.

La malattia può colpire a qualsiasi età, ma la maggior parte delle diagnosi riguarda i bambini. Gli attacchi epilettici conoscono una fase attiva e una fase remissiva post-critica della durata di circa 13-15 minuti, in cui si sperimentano sintomi quali stanchezza, difficoltà a parlare, mal di testa e comportamento anormale.

Per la diagnosi è necessario ricorrere ad esami specialistici e chi ne è affetto deve assumere i farmaci anti-epilettici per tutta la vita. Nel caso in cui risultano inefficaci si può valutare la possibilità di un intervento chirurgico. Le operazioni che vengono effettuate sull’ipocampo o il corpo calloso, sono idonee nel ridurre o eliminare del tutto le crisi epilettiche.

Risultati positivi sono stati ottenuti anche con la dieta chetogenica che viene utilizzata soprattutto per i casi di epilessia che riguardano i bambini. Tale dieta consiste nel privilegiare i cibi ad alto contenuto di grasso rispetto ai carboidrati che sono ridotti al minimo. Questo tipo di alimentazione sembra diminuire gli attacchi epilettici ed in alcuni casi, anche quando si riprende una alimentazione normale, gli effetti tendono a perdurare.

 


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