Milano, condannato a 6 anni il così detto “pugile dell’Isis”

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È stato condannato a 6 anni di reclusione con il rito abbreviato Abderrahim Moutaharrik, il marocchino soprannominato ‘il pugile dell’Isis’, perché durante gli incontri di thai boxe indossava i colori de Califfato. Per lui chiesta una condanna a 6 anni, 5 anni, invece, alla moglie Salma Benncharki, anche lei accusata di terrorismo.

Abderrahim Moutaharrik è un campione di kickboxing ed è stato arrestato nell’aprile 2016. Secondo gli investigatori la coppia pianificava diversi attentati in Italia e tra gli obiettivi c’era anche il Vaticano avevano inoltre in programma, nell’immediato futuro, di trasferirsi in Siria con i figli piccoli. Disposta anche la sospensione della podestà genitoriale.

Moutaharrik continua a dichiararsi innocente, ha affermato il suo legale. “È una sentenza annunciata  a cui ci appelleremo sicuramente. È un processo che non ha avuto nessuna fondatezza probatoria e che si è svolto senza garanzie per l’imputato. Oggi trova conferma quanto avevamo scritto nell’istanza di ricusazione che avevano presentato contro il giudice e che ci è stata respinta” sottoliea l’avvocato.
La difesa del pugile, campione svizzero di thai boxe, aveva presentato nel novembre scorso un’istanza in cui ricusava il gup perchè lo aveva definito “presumibilmente un appartenente all’Isis” nel provvedimento con cui gli negava la possibilità di assistere in aula al processo, a cui ha partecipato solo in videoconferenza.

Condannati anche gli altri due imputati, tutti marocchini e tutti presunti appartenenti alla cellula lombarda dell’Isis: 6 anni per Abderrahmane Khachia e 3 anni e 4 mesi per Wafa Koraichi, che nei giorni scorsi ha ottenuto i domiciliari. L’accusa, per tutti, è terrorismo internazionale.


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