Playboy ci ripensa e rimette i nudi in copertina: errore rinunciarvi

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Playboy fa un passo indietro e decide di rimettere i nudi in copertina già dal prossimo numero, dopo un anno di ‘bando’ alla nudità deciso dalla testata. Playboy celebra l’evento su Twitter con l’hashtag #NakedIsNormal. La decisione di non pubblicare più nudi in copertina era stata presa considerandola non più alla moda nell’era di internet e del porno online.

“Eliminare totalmente il nudo dalle nostre copertine è stato un errore” ammette Cooper Hefner annunciando il ritorno della donna senza veli sulla cover di Playboy. Si è rinunciato al carattere più distintivo della celebre rivista statunitense, motivata in un tweet del 25enne direttore creativo e figlio 25enne del fondatore Hugh Hefner: “Oggi ci riappropriamo della nostra identità e reclamiamo chi siamo”.

Playboy fu fondato da Hugh Hefner nel 1953, Marilyn Monroe sulla copertina del primo numero. Lo scorso anno, la tiratura è stata di 700mila copie. Negli anni Settanta la rivista arrivò a vendere fino a 5,6 milioni di copie. A tenere in piedi la baracca ci ha pensato soprattutto la forza del brand, tra i più riconoscibili al mondo, tanto è vero che gran parte delle entrate sono arrivate dal “licensing” del suo simbolo per la vendita di cosmetici, bibite e gioielli a livello planetario.

Playboy ora tornerà se stesso con il numero di marzo-aprile, già in promozione con l’immagine della playmate del mese. Recuperate anche storiche sezioni come “The Playboy Philosophy” e “Party Jokes”.

“Sarò il primo ad ammettere che il modo in cui la rivista ritraeva la nudità era datato. Ma iI nudo non è mai stato il problema, perché il nudo non può essere un problema” ha precisato Cooper. Naked is normal, la normalità del nudo, appunto.

Sui social, il pubblico si divide tra chi saluta con entusiasmo il ritorno sulla vecchia rotta e chi invece non crede alla favola dell’identità.

In effetti, la vera sfida per Playboy consiste nel garantirsi lettori tra le nuove generazioni dell’era digitale. Il nudo, da solo, non può bastare, ma a Playboy devono essersi convinti che rinunciandovi diventa ancora più difficile portare i giovani su quell'”altro da offrire”, i contenuti di “spessore” del magazine.

“Sarà sempre marchio di uno stile di vita focalizzato sugli interessi degli uomini – conclude ancora Cooper Hefner -, ma se i ruoli di genere continuano a evolversi nella società, dobbiamo farlo anche noi”.

 

 


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