Bocciare bambini alle elementari, i pedagogisti: “È controproducente”

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La legge 107 sulla valutazione nel primo ciclo di istruzione è attualmente in discussione. In particolare, se sia giusto o no bocciare i bambini alla scuola elementare. Poco tempo fa era stato oggetto di discussione il fatto che nelle scuole elementari ci sia uno scarso numero di bocciature. Un’indagine del Miur ha però svelato che nell’ultimo anno scolastico sono stati bocciati 11 mila bambini.

Nella bozza della delega della legge c’è scritto che “nella scuola primaria, i docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”. Casi eccezionali, in modo da evitare la dispersione scolastica. Secondo l’ultimo report del Miur gli studenti considerati a maggior rischio di “ritiro” dalla scuola sono stranieri ed alunni delle regioni del Sud Italia.

Secondo i pedagogisti, è controproducente iniziare a bocciare gli studenti già alle elementari e sarebbe, quindi, meglio promuoverli alla classe successiva e cercare di far recuperare le carenze l’anno dopo. Molti insegnanti e dirigenti sono d’accordo, tra cui la preside dell’Istituto comprensivo Falcone del quartiere popolare “Zen” di Palermo, che alla “Repubblica” dichiara: “Non serve a niente e non ci si può accorgere a giugno che qualcosa non va. Se un bambino non ha raggiunto gli obiettivi minimi, significa che qualcosa non ha funzionato. E non credo che le colpe siano sue. Non sempre le famiglie sono in grado di collaborare. È un lavoro che va fatto a scuola”.


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