Il delfino che vive nell’Arno è diventato una star per gli abitanti

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Una squadra di studiosi del Cetus, il centro di biologi che osserva i delfini che vivono nei mari toscani, sta monitorando il fenomeno del delfino che vive del fiume Arno.

Si tratta di un evento raro che attrae diversi studiosi. Il delfino pisano ormai dallo scorso dicembre ha stazionato stabilmente tra il ponte della Aurelia e quello della ferrovia, senza disdegnare incursioni anche più interne alle città, a oltre dieci chilometri dalla foce.

Si nutre dei muggini del fiume e gode della salinità dell’acqua. E’ riuscito a rimanere in zona anche quando il fiume si è gonfiato a causa di una settimana di pioggia.

Il delfino, per il quale è partita una vera e propria gara per dargli un nome, è ormai una star e sono centinaia le persone che, sulle sponde dell’Arno, si appostano per fare foto e video, come questo postato sul gruppo facebook “Pisa viva di notte”.

Luciano Pulga, noto ristoratore di Coltano, ogni giorno va in riva all’Arno a salutare il delfino che ormai da mesi nuota nel tratto di fiume che scorre vicino al ponte dell’Aurelia e che ha suscitato la curiosità di pisani e turisti e calamitato le attenzioni di tecnici e scienziati.

I due, col passare dei giorni, hanno stretto una silenziosa amicizia che riusciva ad esprimersi solamente lontano da occhi indiscreti e si esternava con l’avvicinamento del delfino verso l’uomo e con la consegna del cibo.

«Sì, è vero. Gli ho portato da mangiare – racconta Pulga –. Compravo tre o quattro chilogrammi di sgombro e glieli portavo. Ma ora non so più se ho fatto bene e mi sono fermato. Sto facendo delle verifiche perché mi è stato detto che, forse, è meglio evitare, che non è consigliato dargli cibo perché così l’animale si disabitua a cacciare. Il che significherebbe privarlo degli elementi base per sopravvivere. Non sono convinto, ma mi sono fermato. Certo è che non mi aspettavo tutto questo clamore…».

«Mi sono accorto che se a quell’ora, quando non c’era nessuno, quando non c’erano curiosi e regnava il silenzio, il delfino piano piano si avvicinava e mangiava. Al contrario, quando l’ora si faceva tarda, e la vita sui lungarni aveva ripreso l’abituale ritmo, era come se avesse paura e restava lì, in superficie, ma in mezzo al fiume».

Gli esperti hanno assicurato che quell’esemplare di tursiope appartiene a una specie (Tursiops truncatus) che vive abitualmente in mare, ma che non disdegna, scrive Arpat, «di entrare nei porti, lagune e fiumi, seguendo le prede e/o condizioni meteorologiche favorevoli. Se inoltre tali condizioni favorevoli si presentano in assenza di elementi di disturbo, l’animale può trovare opportuno stazionare per lunghi periodi in questi luoghi che non rappresentano proprio il suo habitat di vita».


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